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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

lunedì 8 giugno 2009

Lo sviluppo delle razze


Lo sviluppo delle razze

Affinando le tecniche di caccia e sviluppando nuove armi, nel corso dei secoli l'uomo è riuscito in qualche misura a garantirsi la sopravvivenza alimentare. Eevoluzione della tecnica costruttiva delle armi e la selezione del cane da caccia sono due fattori che hanno certamente consentito all'uomo di procurarsi cibo in quantità sufficiente. Nacque così l'esigenza di selezionare un cane dotato di migliori capacità di difesa e guardia delle abitazioni, più adatto a difendere i beni e le proprietà, a governare e proteggere le greggi e le mandrie. Iniziò allora il rapporto di stima e collaborazione che ha fatto diventare il cane il migliore e più fedele amico dell'uomo per definizione. Partendo dai primi cani domestici si sono pertanto ottenute, mediante gli accoppiamenti selettivi, alcune razze diverse. Originariamente forse queste facevano riferimento a tre gruppi: cani da pastore, da caccia e da compagnia. 1 cani da pastore sono dotati della capacità di percepire istintivamente un pericolo per cui vengono impiegati nella guardia e difesa dei villaggi e delle mandrie di bestiame.I cani da caccia sono invece stati selezionati per le loro abilità nella ricerca delle tracce di animali, capacità che hanno permesso all'uomo di migliorare le sue battute venatorie indispensabili per procurarsi il cibo. Diversa l'origine dei cani da compagnia, esemplari privi di specifiche abilità, selezionati semplicemente per il piacere dell'uomo, allevati per soddisfare soltanto il desiderio di compagnia.
Da qui si deduce che non tutti i cani sono uguali per carattere, temperamento, socievolezza, ubbidienza ecc. La loro origine e le diverse condizioni di allevamento hanno fortemente condizionato il loro modo di vivere e comportarsi. In tempi più recenti queste differenze sono peraltro servite alla "letteratura cinofila" per classificare le razze sulla base dei criteri di utilizzo di cui parleremo più avanti. Nella storia della cinofilia vari sono stati i tentativi di classificare le razze canine. Per esempio, nel 1755 il Buffon fece una sua catalogazione in funzione della forma e il portamento delle orecchie, mentre in tempi più recenti Dalziel semplificò il tutto distinguendo le razze canine in tre gruppi: i cani da caccia, da utilità e da compagnia. Le finalità dei cani da caccia, da pastore e da compagnia sono essenzialmente rimaste immutate. La selezione ha però portato a sviluppare un numero assai maggiore di razze definite. Ancor oggi, a livello ufficiale, non esiste tuttavia una distinzione universalmente valida. I regolamenti americani e di altri stati prevedono per esempio un numero di raggruppamenti diverso da quello stabilito dalla FCI. Nella classificazione operata dalla Federazione cinologica internazionale le razze si distinguono in dieci raggruppamenti:

cani da pastore e bovari (gruppo 1);
cani di tipo pin-scher, schnauzer, molossoidi e bovari svizzeri (gruppo 2);
terrier (gruppo 3);
bassotti (gruppo 4);
cani di tipo spitz e di tipo primitivo (gruppo 5);
segugi e cani per pista di sangue (gruppo 6);
cani da ferma (gruppo 7);
cani da riporto, da cerca e da acqua (gruppo 8);
cani da compagnia (gruppo 9)
levrieri (gruppo 10).

Queste dieci definizioni danno evidentemente l'idea dei principi zoo-tecnici che hanno permesso di fissare le razze secondo il criterio d'impiego di cui abbiamo parlato sopra: cani da compagnia, da caccia, da pastore ecc.

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