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Segnalato da Pet Magazine

"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine
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lunedì

L'alimentazione del maschio riproduttore e dei cuccioli


Il maschio abile alla riproduzione non necessita di alcuna dieta particolare. Se si desidera che l'animale abbia la massima fertilità possibile, si possono tuttavia adottare alcune semplici misure preventive, molto facili da attuare. Per esempio, allo scopo di favorire una buona vitalità degli spermatozoi, si dovrà elargire al cane un'alimentazione sana, equilibrata, ricca di vitamine e oligoelementi, che si potranno anche somministrare sotto forma di complementi minerali e vitaminici consigliati dal proprio veterinario. Un leggero aumento della razione nei giorni che si prevede precedano la monta consentirà un maggior vigore dell'animale e una miglior fertilità del suo seme. In compenso, si dovrà evitare un'alimentazione eccessiva o troppo grassa, che potrebbe portare a un eccesso di pinguedine del cane, diminuendone quindi il vigore nella monta e rendendolo meno fertile. Allo stesso modo, se il maschio è colpito da qualche disturbo legato al cibo o trattabile in parte con una dieta (diarrea, diabete, insufficienza renale cronica, ecc.), si adatterà l'alimentazione in modo che il cane sia il più in forma possibile per il giorno della monta. Dopo il parto, qualora la femmina non abbia latte sufficiente per tutti i suoi cuccioli, si possono affidare i piccoli a una balia, oppure sostituire il latte materno con del latte artificiale. In quest'ultimo caso bisogna prestare attenzione al tipo di latte: il latte vaccino, infatti, differisce notevolmente da quello di cane. Se ai cuccioli si somministra latte di mucca, l'alta percentuale di lattosio contenuto potrà provocare diarree nei piccoli. Sarà inoltre necessario integrare l'alimento con proteine, grassi e minerali per evitare carenze nell'accrescimento. Facciamo un esempio: a 400 mi di latte vaccino vanno uniti 50 mi di panna, 1/2 rosso d'uovo, 3 g di polvere d'osso, 2 g di acido urico e un integratore vitaminico, quest'ultimo sempre consigliato dal veterinario.

Labrador: Selezione genetica e addestramento



Possiamo immaginare l'entusiasmo dei primi cinofili che colsero le qualità di questi cani e intrapresero l'arduo compito di differenziare tra queste razze spontanee quelle che poi avrebbero dato origine ai retriever di oggi. Sappiamo dai primi pedigree che, tuttavia, furono in particolare due le prime razze che contribuirono a fissarsi e differenziarsi, strettamente collegate fra loro all'inizio: il flat coated retriever e il labrador retriever.
Si prenderà spesso in esame l'addestramento di questi cani e benché sia noto che l'intero gruppo delle razze retriever svolga medesime prove di lavoro e sia quindi sottoposto a metodi di addestramento simili, la maggiore attenzione sarà per il Labrador.
Anche se l'addestramento risulta essere simile, l'approccio con ognuna delle cinque razze dovrà essere leggermente diverso perché diverse sono le loro sensibilità.

Va da sé che quello che andremo a descrivere è la razza nella sua essenza più perfetta.
Quella che la selezione ci impone e che passa fra le mani prima di tutti dell'allevatore. L'Allevatore, sì...ancora lui in primo piano, ovviamente.Perchè che non potremmo in alcun modo inoltrarci nell'addestramento sperando in risultati soddisfacenti se a monte il selezionatore non ha fatto un attento lavoro di raccolta di quelle qualità che fanno appunto la razza.

Il cane che ci troviamo di fronte, pur con le differenziazioni di temperamento che ogni soggetto giustamente possiede alla nascita, sarà fisicamente sano, solido muscolarmente anche nelle prime settimane di vita. La sua struttura fisica corrisponderà il più possibile allo standard di razza che così bene ce ne spiega la funzionalità psico-fisica. Le potenzialità in quel cucciolo, ben integrato nel piccolo branco della cucciolata e già ben socializzato con l'uomo, saranno l'addestrabilità (desiderio di far piacere al padrone), la curiosità mista ad una buona autonomia, il coraggio fisico legato ad un'attenta prudenza e una pronta capacità tutta umanoide di studiare le persone e gli animali circostanti. Farà parte del suo bagaglio genetico un naturale istinto alla predazione e al riporto, qualità queste imprescindibili per il futuro addestramento.
Le attitudini, quindi, del labrador, ben descritte anch'esse nello standard di razza, hanno base prettamente atavico-ereditaria. Di nuovo, quindi, enorme la responsabilità del selezionatore perché queste non vengano perse ma, anzi, rimangano fissate per mantenersi e trasmettersi alle generazioni future. L'addestramento che ne seguirà sarà di supporto e di arricchimento per il lavoro dell'allevatore perché servirà soprattutto a mettere in luce e a mantenere attive le preziose caratteristiche di questo cane.

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