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Segnalato da Pet Magazine

"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine
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lunedì

Guest Post: Gratificare i nostri amici a 4 zampe, risparmiando.


Gratificare i nostri amici a 4 zampe, risparmiando: ecco qualche spunto.


Anzitutto potete trovare il cibo/mangime in vendita su internet, magari in stock di grandi quantità, ma state sempre attenti alla qualità del cibo che acquistate. Informatevi bene!
Guardandomi un pò intorno ho notato che sui vari siti di annunci, come ad esempio annunci.net, è possibile trovare giochi, cucce e cappottini in vendita a basso costo magari di seconda mano ma deliziosi e tenuti molto bene.

Gratificare i nostri amici a 4 zampe, risparmiando.


Sempre su questo tipo di siti potete trovare e confrontare le migliori offerte qualora vi servisse un dogsitter che vi aiuti con le uscite del vostro Fido.

Toelettatura.
Con uno shampoo ben scelto e un po’ di buona volontà (e di pazienza) il momento del bagnetto sarà divertente sia per noi che per lui, rafforzando il meraviglioso rapporto che ci lega. Ma ricordatevi di utilizzare prodotti adatti al pelo del vostro amico; ogni razza necessita di necessita di particolari attenzioni, a questo link trovate qualche consiglio.

Gratificare i nostri amici a 4 zampe, risparmiando: i biscotti fatti in casa

sabato

l'Artrosi nel cane anziano


Nel cane anziano, l’apparato osteoarticolare subisce delle modificazioni in senso degenerativo che interessano soprattutto le articolazioni ed i legamenti.
L’artrosi è una malattia cronica, progressiva e degenerativa che colpisce le articolazioni; essa provoca dolore cronico di intensità variabile ed è responsabile di una ridotta funzionalità della parte. Le cause sono di solito attribuite all’invecchiamento dei tessuti articolari, ma si è visto che solitamente essa interviene dopo altri fattori causali quali traumi, anomalie congenite, infezioni e fratture. Non tutti i cani anziani quindi sono colpiti da questa patologia. Altri fattori predisponenti allo sviluppo di artrosi comprendono la taglia dell’animale, l’obesità e la presenza di altre malattie concomitanti.
Il dolore legato ad un processo degenerativo di questo tipo dipende dalla gravità del problema e si può manifestare in molti modi che spesso sono appena percepiti dal proprietario. In molti casi si assiste all’insorgenza di una zoppia che si aggrava con l’esercizio fisico, una difficoltà nel porsi in stazione, rigidità dei movimenti, riduzione della massa muscolare. Spesso si possono notare solo sintomi comportamentali. Il cane può ridurre l’attività fisica in generale, il periodo del gioco si riduce e le camminate sono caratterizzate da pause frequenti. A volte si evidenzia una espressione ‘triste’, uno stato di ansia, una paura di essere toccati fino allo sviluppo di una vera e propria aggressività.
Solitamente, le articolazioni maggiormente colpite in ordine di frequenza sono l’anca, il ginocchio, il gomito, la spalla e le articolazioni distali degli arti.
La diagnosi si effettua mediante una visita accurata dell’animale ed esami collaterali volti a confermare il sospetto. Tra questi il più utilizzato è la radiografia delle parti colpite, seguita eventualmente da un’analisi del liquido sinoviale oppure da indagini più specialistiche (artroscopia, TAC, RMN).
La terapia è volta soprattutto ad attenuare il dolore ed a permettere all’animale di condurre una vita il più possibile normale. È possibile intervenire sul peso (utilizzando alimenti specifici e monitorando il peso dell’animale) , sulla qualità dell’esercizio fisico (movimento controllato, passeggiate al guinzaglio, limitazione dei salti e delle corse) ed associare una terapia medica o chirurgica. La scelta della terapia da seguire dipende dalla gravità delle lesioni e dallo stile di vita dell’animale.
Da un punto di vista farmacologico, si possono prescrivere antiinfiammatori tradizionali oppure prodotti omeopatici ed omotossicologici. Anche i trattamenti di agopuntura permettono un rapido miglioramento della sintomatologia. La scelta del protocollo da utilizzare è ampia e dipende sempre dall’intensità del dolore, dalla gravità del problema ed eventualmente dalla presenza di malattie concomitanti.

di Sveva Assembri, Veterinaria

Pronto soccorso omeopatico per la cura del cane- 2


Articolo della dott.ssa Assembri...

"TRAUMATISMI
Ferite aperte e traumi in genere:
Arnica Montana
Diluizione più frequente 4 CH: tre granuli ogni 40 minuti, quando il quadro migliora. 9 – 12 CH tre granuli tre o quattro volte al giorno.
Contusioni e strappi:
Calendula
Diluizione più frequente: 7CH 3 granuli 3 – 4 volte al giorno.
Ferite con lesioni di tratti nervosi, soprattutto a carico delle dita:
Hypericum Perforatum
Diluizione più frequente: 7CH-9CH-15CH,
3 granuli da ripetere tanto più frequentemente, quanto maggiore è l’impegno clinico.
Contusioni, lussazioni e ferite del periostio (membrana che ricopre l’osso):
Ruta Graveolens
Diluizione più frequente: 4CH-5CH-7CH
tre granuli tre o quattro volte al giorno.
Lussazioni o dolori muscolari da sforzo, con dolore che peggiora con il riposo e migliora con il movimento:
Rhus Toxicodendron
Diluizione più frequente: 7CH.
tre granuli tre o quattro volte al giorno
Traumi da cui residuano lividi o che interessano la cute:
Arnica 4CH e Ledum palustre 4CH.
3 granuli alternati ogni ora, da distanziare via, via che i sintomi migliorano.

PUNTURE D’INSETTI
Generalmente si usa:
Apis 5CH.
tre granuli ogni ora da distanziare via, via che i sintomi migliorano.
Per le punture di zanzare è meglio utilizzare :
Ledum Palustre
Diluizione più frequente: 4CH-5CH.
tre granuli ogni ora da distanziare via, via che i sintomi migliorano.
In caso di reazione allergica assumere:
Histaminum
Una dose globuli alla 7 CH.
INSOLAZIONE
Rossore, calore, eventualmente infiammazione:
Belladonna
9CH alternato ad Apis 7CH-9CH.
tre granuli ogni ora da distanziare via, via che i sintomi migliorano.
Formazione di bolle:
Causticum
Diluizione più frequente: 7CH.
tre granuli ogni ora da distanziare via, via che i sintomi migliorano.
INFIAMMAZIONI, INFEZIONI, ASCESSI
Rossore, calore, tumefazione e dolore, senza formazione di pus:
Mercurius Solubilis
5 CH, 3 granuli al giorno.
Appena inizia la raccolta di pus:
Hepar Sulfuris
Diluizione più frequente: 15CH.
tre granuli tre o quattro volte al giorno.
Fase di maturazione e di drenaggio del pus:
Calcium Sulfuricum
5 CH, 3 granuli al giorno.

lunedì

Omeopatia Veterinaria:approfondimento della Dott.ssa Assembri, Veterinaria

Ancora un articolo di approfondimento sull'Omeopatia applicata alla Veterinaria, pubblicato dalla Dottoressa in Veterinaria Sveva Assembri.
E' una Veterinaria Speciale, la Sveva, con cui ho avuto la grazia di entrare in contatto e che, oltre alla scienza, unisce una forte componente di passione per questi nostri compagni di viaggio, nel loro duro lavoro quotidiano.
La Dott. Assembri si occupa anche di medicine e terapie alterantive applicate: omeopatia, omotossicologia ed agopuntura. Oltre ad essere molto preparata professionalmente, è una persona splendida e dalla grande sensibilità.
Dote che ritengo fondamentale per chi svolge questa professione.
E fondamentale per vivere
...


STUDIO VETERINARIO
D.SSA ASSEMBRI SVEVA

VIA ARENE 68
18012 BORDIGHERA (IM)
TEL 0184 298120
CELL 3382081321


"OMEOPATIA IN VETERINARIA
L'omeopatia è un sistema di cure mediche fondato da un medico tedesco, Samuel Hahnemann. Essa si basa sul principio 'similia similibus curentur' (i simili si curano con i simili); questo significa che un medicamento capace di produrre determinati effetti in un soggetto sano, può curare effetti simili in un soggetto malato.
Nella pratica dell'omeopatia il medico è portato a considerare il paziente come un qualcosa di più che la somma di singoli componenti; il cane o il gatto vanno trattati nella loro totalità tenendo conto della individualità di ciascuno e ricordandosi che i medicamenti possiedono un effetto individuale e caratteristico sul corpo. 'L'individuo, e non la malattia, sono da trattare' poiché ogni essere vivente reagisce in un modo diverso a specifiche sollecitazioni. Allora, che cos'è una malattia per l'omeopatia? È un'alterazione dinamica dell'equilibrio dell'organismo in toto che culmina poi nella disfunzione degli organi vitali con conseguente crescita di cellule patologiche e mutamento dei tessuti. Il Dr. Sankaran (illustre medico omeopata indiano) scrive che 'la malattia non è quindi né un fenomeno locale, né un'affezione che colpisce talune parti dell'organismo, ma rappresenta invece lo stato d'essere in cui il soggetto si trova in quel momento: il suo modo di sentire, di pensare, di comportarsi, le sue preferenze ed avversioni, ciò che il soggetto può tollerare o meno nell'insieme'.
Il rimedio omeopatico deriva da sostanze medicamentose naturali provenienti dai regni vegetale, animale e minerale. Queste esercitano due tipi di azioni sull'organismo: a dosi ponderali hanno un'azione tossica, nociva;a dosi subtossiche (usate a scopo sperimentale) provocano sintomi generali e mentali. Nella costituzione del rimedio omeopatico queste sostanze vengono diluite e 'dinamizzate', ciò significa che attraverso una serie di passaggi esse subiscono alcune diluizioni (decimale, centesimale) accompagnate da forte scuotimento. Questa tecnica di diluizione-dinamizzazione permette ad ogni sostanza di sviluppare la sua proprietà farmacologica.
Durante la cosiddetta visita omeopatica quindi, l'animale viene visitato ed il proprietario è letteralmente 'interrogato' sulle abitudini del suo pet (modalità di assunzione del cibo, desideri ed avversioni, paure.. etc). Si indaga molto quello che è lo stato mentale del soggetto oltre ai sintomi veri e propri. Nell'insieme si viene a delineare un quadro caratteristico che corrisponde ad uno o più rimedi omeopatici. A questo punto è compito del medico studiare e valutare quello che più si adatta all'animale in questione ed alla sua patologia.
Posso fare un esempio a partire da un rimedio: Pulsatilla (Anemone pulsatilla, fam.Ranuncolacee, rimedio di origine vegetale). Devo premettere che i sintomi sono molteplici e presentano molte sfumature, qui mi limito a descriverne solo alcuni. Somministreremo questo rimedio qualora ci troviamo di fronte ad un animale timido, iperaffettuoso, molto instabile emotivamente, piagnucoloso, adulatore. Un soggetto Pulsatilla desidera la compagnia in modo morboso ed essere consolato in ogni occasione. È un paziente freddoloso che desidera stare all'aria aperta dove migliorano tutti i suoi sintomi. I sintomi fisici sono caratterizzati da dolori che cambiano spesso sede, da secrezioni di colore caratteristico e molto abbondanti a livello di tutte le mucose, da un peggioramento dello stato generale dopo i pasti, (soprattutto se questi sono caratterizzati da cibi grassi) e da assenza di sete."

La Veterinaria e cure alternative: AGOPUNTURA



....Nella foto, la Dottoressa Assembri mentre pratica l'agopuntura su un cane.....

Sono qui a proporvi un articolo di approfondimento sull'agopuntura applicata alla Veterinaria, pubblicato dalla Dottoressa in Veterinaria Sveva Assembri.
E' una Veterinaria Speciale, la Sveva, con cui ho avuto la grazia di entrare in contatto e che, oltre alla scienza, unisce una forte componente di passione per questi nostri compagni di viaggio, nel loro duro lavoro quotidiano.
La Dott. Assembri si occupa anche di medicine e terapie alterantive applicate: omeopatia, omotossicologia ed agopuntura. Oltre ad essere molto preparata professionalmente, è una persona splendida e dalla grande sensibilità.
Dote che ritengo fondamentale per chi svolge questa professione.
E fondamentale per vivere
...


STUDIO VETERINARIO
D.SSA ASSEMBRI SVEVA

VIA ARENE 68
18012 BORDIGHERA (IM)

TEL 0184 298120
CELL 3382081321


"L’agopuntura veterinaria è una tecnica che prevede l’inserimento di sottili aghi in precisi punti del corpo dell’animale. Tale trattamento può essere ulteriormente rafforzato con la stimolazione termica (moxibustione) dei punti, l’elettrostimolazione ed il massaggio. Lo scopo di tutte queste tecniche è quello di ristabilire un equilibrio energetico nel corpo dell’animale. Quando un essere vivente è in equilibrio, esso è in grado di interagire al meglio con l’ambiente in cui è inserito e di sopportare al meglio gli stress a cui è sottoposto quotidianamente.
Come per l’omeopatia, anche per l’agopuntura il piano di trattamento è individuale poiché ogni paziente è unico, manifesta la patologia in modo diverso e risponde alla terapia diversamente da un altro. Il veterinario agopuntore quindi non tratta il singolo sintomo ma tutto il soggetto nella sua totalità; considera le manifestazioni fisiche, mentali e comportamentali insieme.
Tramite agopuntura si possono trattare tutte le patologie dolorose, osteo-articolari, muscolari, motorie, patologie nella sfera riproduttiva, negli squilibri ormonali, patologie geriatriche, comportamentali, infettive ed immunitarie. La terapia agopunturale può fornire un valido supporto alla terapia farmacologia in corso di qualsiasi patologia. Importante ricordare che gli effetti analgesici dell’agopuntura sono da ricondurre alla liberazione di alcuni neurotrasmettitori che agiscono in tal senso (studi condotti in Occidente a partire dagli anni settanta).
Il piano di trattamento, come già accennato dipende dal tipo di soggetto, dalla patologia e dalla gravità della stessa. Nei casi acuti per esempio si dovrebbe trattare l’animale almeno due volte a settimana per qualche settimana e poi scalare la frequenza; nei casi cronici un trattamento a settimana a seconda della risposta dell’animale. Nei soggetti giovani sono sufficienti trattamenti più brevi rispetto agli anziani in cui c’è una maggiore lentezza nella reazione.
Secondo la dottrina della Medicina Tradizionale Cinese il corpo animale, come quello umano è percorso da un flusso di energia chiamata Qi che origina dai principali organi e fluisce in un sistema di canali, assimilabile all’apparato circolatorio, definiti meridiani. Se il flusso è scorrevole e in equilibrio, l’animale è in salute, al contrario l’animale sarà malato o proverà dolore. Con la corretta stimolazione di determinati agopunti, come già accennato, si cerca di ristabilire un equilibrio nell’organismo."
di Sveva Assembri

martedì

L'importanza della PRIMA visita veterinaria:ecco le malattie congenite

Apparato digerente

Prognatismo: prominenza delle mandibole rispetto alla mascella.
Enognatismo: retrazione della mascella che risulta molto
più corta della mandibola.
Palatoschisi: fenditura del palato.
Megaesofago: dilatazione dell'esofago intratoracico.
Apparato respiratorio
Stenosi delle narici: restringimento degli orifizi nasali. Apparato cardiovascolare
Arco aortico: persistenza di un dotto embrionale
che mette in comunicazione l'aorta e l'arteria polmonare.
Stenosi: restringimento delle valvole arteriose o cardiache.
Occhi
Microftalmia: globo oculare di formato ridotto. Entropion: rovesciamento delle palpebre verso l'interno. Ectropion: rovesciamento delle palpebre verso t'esterno. Distichiasi: presenza di una doppia fila di ciglia. Cataratta: opacizzazione del cristallino.

Sistema nervoso
Idrocefalia: aumento del liquido cefalorachidiano all'interno del cranio.

Apparato urogenitale
Fimosi: restringimento dell'apertura del prepuzio. Criptorchidia: testicoli non discesi nello scroto. Ectopia ureterale: anormale collocazione dell'uretere. Persistenza dell'uraco (canale embrionale tra la vescica e il cordone ombelicale).

Scheletro e muscoli
Lussazione della rotula. Displasia dell'anca. Ernia ombelicale. Ernia inguinale.






Ricerca personalizzata

Cosa verifica il veterinario alla PRIMA VISITA del cucciolo?


AFFEZIONI ACQUISITE................
Alcune malattie possono manifestarsi nelle primissime settimane di vita; sono di tipo infettivo, parassitario, metaòolico o traumatico.
Malattie infettive. La loro origine può essere virale o Patterica. È al gruppo delle affezioni virali che appartengono il cimurro, l'epatite contagiosa e la parvovirosi.
Al confine tra affezioni batteriche e virali, la tosse dei canili è legata alla proliferazione del virus della Parainfluenza, dell'adenovirus di Tipo 2 (CAV 2) e di un batterio (Bordetella bronchiseptica). Altri Patteri sono responsaPili di malattie respiratorie, digestive, cutanee, urinarie, genitali o ossee, che (contrariamente alle affezioni citate in precedenza) non sono attualmente oggetto di alcuna profilassi, ma che fortunatamente un trattamento antibiotico ben condotto può bloccare rapidamente.
Malattie parassitarie. I cuccioli possono essere infestati da parassiti interni o esterni. Tra i primi, i più frequenti sono gli ascaridi, che vengono trasmessi per via placentare e che la maggior parte dei cuccioli presenta quindi dalla nascita. È per questo motivo che il ricorso a pratiche vermifughe è Indispensabile. È l'esame microscopico delle feci che rivela al veterinario la presenza di uova di parassiti intestinali. I parassiti esterni sono vari; possono essere visibili sia a occhio nudo, come pulci e zecche, sia all'esame microscopico del pelo o del contenuto auricolare (Cheyletiella, funghi, Otodectes) o delle desquamazioni ottenute per raschiamento della pelle (acari della rogna, ecc).
Malattie metaboliche.
Si manifestano generalmente con disturbi di crescita (osteo-distrofie), che possono comportare deformazioni ossee.
Malattie traumatiche. Vari incidenti possono capitare fin dalla più giovane età, causando fratture e lussazioni degli arti.
AFFEZIONI CONGENITE
Le affezioni di questo tipo sono molte e possono riguardare una qualsiasi funzione vitale (digestiva, respiratoria, cardiovascolare, riproduttiva, nervosa). Alcune sono molto gravi, tanto da mettere in serio pericolo, anche a breve termine, la vita dell'animale che ne viene colpito. Queste anomalie, le più diffuse delle quali sono elencate e brevemente definite nella tabella sul recto della scheda, sono argomento di diverse altre schede.






Ricerca personalizzata

L'importanza della PRIMA visita veterinaria dopo l'acquisto del cucciolo


Fin dall'acquisto, il cucciolo deve essere esaminato dal veterinario, a tutela della sua salute e, in una certa misura, anche degli interessi del suo padrone.
Anche se il cucciolo che avete appena acquistato non è che una piccola palla di pelo, non è mai troppo presto per portarlo dal veterinario. Infatti, se durante il termine di garanzia (se viene concessa dal venditore ha una durata di sette giorni) l'animale presenta sintomi di malattie (cimurro, epatite contagiosa, parvovirosi), il veterinario li individuerà e vi consiglierà sul da farsi: perizia amichevole o procedimento giudiziario. Anche se l'animale appare in buona salute, lo specialista ricercherà eventuali anomalie congenite o acquisite, fornirà i consigli Indispensabili per quel che concerne l'alimentazione e la profilassi delle malattie infettive e parassitarie, informerà sulle predisposizioni razziali a certe infezioni. Talvolta una visita veterinaria si impone da sé, tenuto conto dello stato morboso dell'animale. È infatti frequente che nella scelta del cucciolo si provi pietà per un animale gracile, dall'aria triste, divenendo così proprietari di un cagnolino che in realtà è in cattive condizioni di salute e che forse morirà dopo pochi giorni. Bisogna infatti sapere che la resistenza di un cucciolo alle infezioni è scarsa e che, in mancanza di un intervento energico e appropriato, l'animale può in poco tempo trovarsi in pericolo di vita.

I consigli del veterinario
Quando si acquista un cucciolo, soprattutto nel caso in cui si tratti del primo, non si sa bene come comportarsi per alimentarlo. Ogni cambiamento della dieta può provocare disturbi intestinali che non bisogna sottovalutare.
II veterinario deve stabilire un regime alimentare in funzione della razza, dell'età e del peso del cucciolo.
Per quanto riguarda la profilassi nei confronti delle malattie infettive o parassitarie, è attualmente disponibile un certo numero di vaccini e la prima visita veterinaria è spesso l'occasione per la prima iniezione. Durante questa prima consultazione si procede anche a trattamenti vermifughi. Infine verranno date informazioni e consigli riguardo al ciclo sessuale.






Ricerca personalizzata

Come somministrare gocce e pomate


Può capitare di dover applicare gocce o pomate in varie parti del corpo del cane. Instillare gocce nel naso è abbastanza facile: è sufficiente sistemare in posizione verticale il muso dell'animale e instillare le gocce in numero leggermente superiore alla quantità prescritta poiché una parte di esse verrà infatti eliminata dagli inevitabili starnuti. È consigliabile quindi scegliere anche un ambiente adatto alla somministrazione delle gocce in quanto potrebbe essere danneggiato dal materiale espulso. Le instillazioni nelle orecchie sono prescritte molto spesso: dopo un'accurata pulizia, si immette qualche goccia nel condotto auditivo, poi, con un massaggio di circa un minuto alla base dell'orecchio, si favorisce la penetrazione del prodotto. Anche in questo caso bisogna prevedere che il cane potrà scuotere energicamente la testa a operazione ultimata, eliminando così una parte del medicamento. Per curare un'affezione agli occhi, il veterinario in genere prescrive l'applicazione di una pomata oftalmica o l'instillazione di un collirio, che dovrà essere applicato come minimo 4 o 5 volte al giorno in quanto eliminato facilmente dalla lacrimazione. I colliri sono preparazioni destinate esclusivamente all'occhio, che non devono essere mai utilizzate senza prescrizione del veterinario, poiché a volte contengono sostanze, come per esempio gli anestetici locali, che possono essere pericolose.

Come fare una iniezione al cane

Certi medicamenti si somministrano per iniezione (vale a dire per via parenterale). Le iniezioni possono essere effettuate in vario modo: sotto pelle (sottocutanea),nella pelle (intradermica), in un muscolo (intramuscolare) o in una vena (endovenosa). In questa sede possiamo spiegare soltanto la tecnica dell'iniezione sottocutanea e cioè l'unica che può essere praticata senza pericolo anche da mani inesperte. Essendo il tessuto sottocutaneo del cane molto elastico, iniettare un medicamento è relativamente facile. Innanzitutto è necessario disinfettare con alcol, o altro antisettico, la zona in cui verrà effettuata l'iniezione, preferibilmente lo spazio fra le due scapole. Si solleva poi un triangolo di pelle e si fa penetrare l'ago facendo attenzione a non trapassare i due spessori della pelle. Infine dopo aver iniettato lentamente il prodotto, con un gesto rapido, si ritira l'ago. È consigliabile usare siringhe sterili monouso che si trovano in farmacia.

Come somministrare le medicine al cane....


Un po' frutto dell'esperienza personale e un po' frutto delle esperienze altrui, questo studio.
Perchè l'aiuto delle cure del veterinario va bene....ma poi...come si può riuscire a dare le medicine al cane, senza scatenare una battaglia?
Ecco come..

"Ogni proprietario di un cane deve possedere qualche nozione sul modo di somministrare le medicine al suo fedele compagno. Soltanto così potrà prestare nel modo migliore le cure prescritte dal veterinario o far fronte a una situazione d'emergenza.
Compresse e liquidi
La somministrazione di una compressa, di una pillola, di una capsula (è questa oggi la presentazione più comune della maggior parte delle medicine) non è sempre facile, al punto che certi animali poco abituati non possono essere curati in questo modo. Per aprire la bocca dell'animale, le persone destrorse infileranno il pollice della mano sinistra dietro i canini superiori; con la mano destra bloccheranno la mascella inferiore, posando con un rapido gesto la medicina sul fondo della bocca, alla base della lingua e badando che non cada di lato, cosa che provocherebbe nel cane un riflesso di masticazione e di rigetto.
Per favorire la deglutizione del cane, bisogna tenergli la bocca chiusa per qualche attimo, con il muso leggermente verso l'alto. Anche se non è la posizione più naturale per la deglutizione del cane, in questo modo si riesce a vanificare il tentativo di sputare l'indesiderato boccone.

La somministrazione di un liquido al cane è più semplice: infatti, non è necessario in questo caso aprire la bocca del cane, è sufficiente sollevargli leggermente la testa e, dopo aver rialzato il labbro superiore fino alla commessura, si potrà far colare al suo interno il liquido. La medicina può essere messa in un cucchiaio, che serve al tempo stesso da unità di misura (ad esempio un cucchiaino da caffè pieno contiene 5 mi, un cucchiaio da minestra 1 5 mi), in una siringa (da cui, ovviamente, sarà stato tolto l'ago) o in un contagocce.

Le Cure Omeopatiche sono efficaci


A partire da una certa diluizione, non è più possibile rilevare la benché minima traccia della materia prima con i normali mezzi di ricerca attuali. Attualmente, i ricercatori scientifici riconoscono l'azione delle diluizioni elevate, attraverso ricerche su colture cellulari, senza peraltro poterne dare la spiegazione. L'essenziale è che la cura omeopatica sia efficace! Secondo i suoi detrattori, la medicina omeopatica non avrebbe sul malato che un effetto psicologico (effetto placebo). Ma quando dei maiali, delle galline o delle mucche affette da malattie gravi guariscono grazie a dei rimedi omeopatici distribuiti nel cibo, possiamo ancora parlare di effetto placebo? La medicina veterinaria, grazie alla natura dei suoi malati, porta la prova indiscutibile dell'efficacia dell'omeopatia.
L'anamnesi omeopatica
Il veterinario omeopatico (come un omologo in medicina umana) non trascura l'insegnamento tradizionale ricevuto; e deve, innanzitutto, essere un eccellente clinico, capace di fare una diagnosi e prescrivere un trattamento, ma, oltre questo, deve sforzarsi di caratterizzare il malato nella sua malattia. Così, nel caso di un cane affetto da una tonsillite, il riconoscimento della malattia è sufficiente per un medico allopatico per proporre un trattamento (in genere un antibiotico e delle cure locali). L'omeopatico, dal canto sue ha bisogno di numerose informazioni per scegliere il rimedio più adatto al suo malato fra i quindici o venti che possono essere utilizzati per curare la tonsillite. Quelle che può andar bene per il vostro cane, fatti, può non andar bene per un altro che soffre della stessa malattia. In caso di malattia cronica, l'anamnesi ancora più approfondita: la storia dell'animale, il suo carattere, la sua psiche, il sue comportamento attuale e passato, la sua sessualità, le sue abitudini alimentari, ecc. Insomma, il veterinario svolgerà una vera e propria indagine destinata a definire l'individuo malato. Non stupitevi così se il veterinario vi fa delle domande che apparentemente non hanno nessun rapporto con il motivo del consulto. Per l'omeopatia la malattia non è che l'esteriorizzazione di uno squilibrio, che si può manifestare sotto una forma clinica piuttosto che un'altra, secondo la natura di ogni individuo; così il rimedio omeopatico si adatta più al malato che alla malattia (similimum). Per questa ragione l'omeopatia è una branca della medicina riservata a veri specialisti. I farmaci omeopatici vengono commercializzati sotto forma di compresse, supposte, pomate, unguenti, lozioni, colliri, iniezioni, gocce. In effetti la medicina omeopatica si presta a qualsiasi forma di somministrazione. In omeopatia umana si usano in genere i granuli in tubetti, mentre in campo veterinario si opta per le somministrazioni di gocce o iniezioni.

Omeopatia Veterinaria: Princìpi e preparazioni


I rimedi omeopatici derivano da sostanze appartenenti al regno minerale, vegetale e animale. Le preparazioni che contengono sostanze solubili sono ottenute per diluizioni di una tintura madre standardizzata; quelle invece composte da corpi insolubili, si ottengono a partire da una polvere mescolata con del lattosio.

BIOTERAPICHE E ISOPATICHE
Le bioterapiche sono delie «preparazioni omeopatiche ottenute a partire da colture microbiche, di virus, di secrezioni o di escrezioni patologiche» [J.O. 29 dicembre 1948). Le isopatiche sono delle bioterapiche derivate da prelievi effettuati sul malato stesso, a partire dal sangue, da secrezioni purulente, dal latte, ecc. Sono molto utili in medicina veterinaria.

LE DILUIZIONI DI HAHNEMANN
Un millilitro di tintura madre viene aggiunto a 99 millilitri di acqua o di soluzione alcolica, poi il tutto deve essere agitato con particolari apparecchiature (dinamizzazione) almeno cento volte. Si ottiene così la prima Centesimale Hahnemanniana (CH). Un millilitro di questa soluzione, mescolato a 99 millilitri di acqua o alcol fornisce, dopo essere stata agitata, la 2a CH e così di seguito fino alla 30a CH. Esistono, inoltre, altre diluizioni diverse da quelle hahnemanniane; esse sono:
a) la diluizione secondo Korsa Icoff (per ottenere diluizioni successive, in maniera facile, rapida e con costi ridotti),
b) il metodo delle diluizioni 50 millesimali (in questo caso si effettuano in una fase preliminare 3 triturazioni centesimali successive, utilizzando come prodotto di partenza una parte di ceppo solido o liquido; dopo ulteriori passaggi in soluzione idroalcolica si arriva alla diluizione necessaria),
c) il metodo a flusso continuo (in questo caso viene utilizzato il procedimento delle diluizioni secondo Hahnemann, ma in un unico flacone allo scopo di evitare perdite e ottenere diluizioni elevate), che però non è riproducibile in quanto le diluizioni ottenute non sono affidabili. In realtà in Italia l'omeopatia, pur essendo applicata da molti medici e veterinari, non è ancora riconosciuta dalla Farmacopea Ufficiale, al contrario di altri paesi europei, come per esempio la Francia, dove si vendono rimedi ottenuti da sostanze tossiche o stupefacenti in accordo con le varie disposizioni di legge.

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