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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine
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martedì
Alice, bullina a Lanuvio,Rm
Alice è una giovane derivata pitbull o forse dogo di circa 2 anni, taglia media contenuta, con un bel manto bianco, le orecchiette scure, il tartufo a forma di cuore e un musino da riempire di baci. E' stata trovata abbandonata in provincia di Roma, ora si trova da noi e cerca una famiglia che la ami per sempre. E' una cagnolina di una dolcezza unica, affettuosissima,
domenica
Abituare il cane a fare i bisogni fuori: la Mia esperienza da principiante..
Gironzolando su internet e rispondendo spesso su Yahoo Answer, ho notato questo: chi ha con sè un cane per la prima volta, ha il panico perchè il cucciolo non è abituato affatto a fare i bisogni durante la passeggiata. Bisogna orientarlo e ...come si fa?
I miei studi , pubblicati su questo blog, mettono in evidenza che c'è un momento preciso in cui il cucciolo ha lo stimolo all'evacuazione: dopo i pasti e appena sveglio. Questo è senz'altro vero, non c'è dubbio.
Adesso che lo so, adesso che ho acquisito la mia esperienza....lo so, è vero!
Avevo adottato Camilla al Canile Portuense a Roma. Non era cucciola, affatto. La sua età si aggirava intorno ai 10 anni abbondanti, cane Breton femmina. Il problema di quando come e perchè abituarla a fare i bisogni non si è mai presentato, poichè era ben educata e con una dignità impressionante. Quando voleva uscire, prendeva lei stessa il guinzaglio e io capivo.
Quando mi hanno regalato Tequila, un boxer di 60gg, ero completamente senza parole. Camilla è stato il primo cane che ho avuto...e un cucciolo, non sapevo neanche da dove iniziare. Soprattutto perchè inaspettato.
All'inizio si pensa che....insomma, mica ci vorrà una laurea per tirare su un cane....E non si fanno i conti con la nostra sensibilità, col fatto che un cane cucciolo ha tante esigenze, che c'è bisogno di tanta pazienza, arma quest'ultima, fondamentale.
Sono stati mesi impossibili, i primi 8.
Mi sono innamorata subito del cucciolone, nel frattempo la mia Camilla se n'è andata e la mia attenzione era tutta rivolta a lui, a come crescerlo al meglio e come cercare un buon equilibrio comunicativo e pragmatico con lui.
Appena aperta la porta, entrava e me la faceva all'ingresso, che all'epoca non aveva neanche le mattonelle, perchè stavo ristrutturando casa.
Finchè non ha raggiunto la maturità sessuale, a 8 mesi, non c'è stato verso di fargli cambiare abitudine, in nessun modo, ma penso di non averle provate tutte, perchè non sapevo come fare altrimenti, in verità.
Ho chiesto a chiunque avesse già esperienza, ma la risposta era sempre la stessa: non preoccuparti..si abituerà. PRIMA O POI.
A 8 mesi appena compiuti...durante una passeggiata, alzò la zampa posteriore e fece pipì su un palo della luce.
Mi veniva da piangere per la gioia...Il molossone, carattere da dominante assoluto, stava iniziando ad avvisare i suoi compari che adesso c'era pure lui.
Da quel momento, s'è dimenticato completamente della sua reiterata abitudine di evacuare in casa, così, come se nulla fosse.
I miei studi , pubblicati su questo blog, mettono in evidenza che c'è un momento preciso in cui il cucciolo ha lo stimolo all'evacuazione: dopo i pasti e appena sveglio. Questo è senz'altro vero, non c'è dubbio.
Adesso che lo so, adesso che ho acquisito la mia esperienza....lo so, è vero!
Avevo adottato Camilla al Canile Portuense a Roma. Non era cucciola, affatto. La sua età si aggirava intorno ai 10 anni abbondanti, cane Breton femmina. Il problema di quando come e perchè abituarla a fare i bisogni non si è mai presentato, poichè era ben educata e con una dignità impressionante. Quando voleva uscire, prendeva lei stessa il guinzaglio e io capivo.
Quando mi hanno regalato Tequila, un boxer di 60gg, ero completamente senza parole. Camilla è stato il primo cane che ho avuto...e un cucciolo, non sapevo neanche da dove iniziare. Soprattutto perchè inaspettato.
All'inizio si pensa che....insomma, mica ci vorrà una laurea per tirare su un cane....E non si fanno i conti con la nostra sensibilità, col fatto che un cane cucciolo ha tante esigenze, che c'è bisogno di tanta pazienza, arma quest'ultima, fondamentale.
Sono stati mesi impossibili, i primi 8.
Mi sono innamorata subito del cucciolone, nel frattempo la mia Camilla se n'è andata e la mia attenzione era tutta rivolta a lui, a come crescerlo al meglio e come cercare un buon equilibrio comunicativo e pragmatico con lui.
Tutte parole....non sapevo dove mettermi le mani!
Lo portavo fuori per ore a correre, al mare, sui prati, a fare lunghe passeggiate, ma non c'era verso. Dei bisognini durante le passeggiate neanche l'ombra, anzi. Si tratteneva finchè non lo riportavo a casa.Appena aperta la porta, entrava e me la faceva all'ingresso, che all'epoca non aveva neanche le mattonelle, perchè stavo ristrutturando casa.
Insomma, non so come, aveva capito che i bisogni si facevano in casa.
E i molossi sono testardi.....Finchè non ha raggiunto la maturità sessuale, a 8 mesi, non c'è stato verso di fargli cambiare abitudine, in nessun modo, ma penso di non averle provate tutte, perchè non sapevo come fare altrimenti, in verità.
Ho chiesto a chiunque avesse già esperienza, ma la risposta era sempre la stessa: non preoccuparti..si abituerà. PRIMA O POI.
La veterinaria mi diceva di avere pazienza, solo qualche mese, mi diceva.
Qualche mese....con un cane problematico, con ispessimento intestinale dovuto ad una intossicazione avvenuta in allevamento, con diarrea continua e il pavimento senza mattonelle....
Nel frattempo che avevo pazienza, la veterinaria mi consigliò un mangime da dare al mio Tequila e almeno le scariche terminarono. Ero talmente felice che finalmente il mio cane stava iniziando uno sviluppo fisico normale, che mi rilassai anche sulla questione "bisognini".A 8 mesi appena compiuti...durante una passeggiata, alzò la zampa posteriore e fece pipì su un palo della luce.
Mi veniva da piangere per la gioia...Il molossone, carattere da dominante assoluto, stava iniziando ad avvisare i suoi compari che adesso c'era pure lui.
Da quel momento, s'è dimenticato completamente della sua reiterata abitudine di evacuare in casa, così, come se nulla fosse.
Una volta soltanto, successivamente, è ricapitato.
Quella volta che entrò in casa una persona a me molto sgradita, purtroppo invitata a cena.
Appena questa persona entrò nel "nostro nido sereno" a provocare strane reazioni emotive nella sua padrona...lui alzò la zampa e gli fece pipì sui pantaloni. Non ti dico che caos, in un minuto!
Mi guardava soddisfatto, mentre io ridevo come una pazza....gli concessi uno sforo al pasto ordinario, per ricompensa. Quando si accertò che mi fossi tranquillizzata, si accoccolò vicino a me.
Ma questo riguarda un'altra questione annosa: quella del rapporto Padrone-Cane.
Ne parleremo con calma.
:)
j
lunedì
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00125 ROMA RM
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FAGNANO OLOANA (VA)
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WEBSITE: www.allevamentovalmorrea.it
giovedì
Le razze del gruppo 2: IL TIBETAN MASTIFF

IL TIBETAN MASTIFF
ORIGINE
Cina (Tibet)
CARATTERE
Di indole selvatica è poco addestrabile e assoggettabile all'uomo, strenuo difensore della proprietà.
Cane per secoli impiegato nella sua terra d'origine come cane da guardia di villaggi e di bestiame, sempre pronto a intervenire con aggressività per difendere le sue proprietà. Si caratterizza inoltre per la sua indipendenza e scarsa addestrabilità e come un grande abbaiatore, specie notturno. Per questa ragione è scarsamente diffuso in Italia e più in generale in Occidente, nonostante gli allevatori europei abbiano selezionato i soggetti meno aggressivi e più equilibrati. Ciò nonostante è molto importante conoscere questa antichissima razza tibetana, poiché in un certo senso è considerata la progenitrice della stragrande maggioranza degli attuali molossoidi. Il tibetan mastiff, infatti, discende direttamente dal molosso tibetano che giunse in Europa con i Sumeri, gli Assiri, i Babilonesi e i Fenici. Le prime tracce del molosso tibetano risalgono al terzo millennio a.C. Fu impiegato per la sua enorme mole e forza nella difesa dei villaggi e degli accampamenti poiché in grado di affrontare anche la tigre e altri predatori. Al British Museum sono visibili dei bassorilievi assiri che raffigurano questi enormi mastini a caccia di leoni. In Europa i primi esemplari di mastini del Tibet giunsero alla fine dell'Ottocento, quando un esemplare maestoso, alto circa fu donato al re Edoardo VII.
STANDARD
Il tìbetan mastiff (o mastino tibetano) è di grande mole, imponente e temibile. La testa è larga e maestosa con delle pliche, il cranio è massiccio, il muso è quadrato, il tartufo è nero e grande, cranio e muso sono di pari lunghezza e separati dallo stop pronunciato. Gli occhi sono scuri, molto espressivi, di medie dimensioni, ovali e obliqui. Le orecchie sono di media grandezza, pendenti e di forma triangolare. Il collo è molto robusto e muscoloso, il tronco è solido, la coda è un po' corta, folta e portata leggermente ricurva sul dorso. Gli arti sono di forte ossatura e poderosa muscolatura. Il passo è lento. L'altezza al garrese è di circa 66 cm per i maschi e di circa 61 per le femmine. Il pelo è lungo e duro, con sottopelo abbondante. Il colore è nero intenso, nero e fulvo, grigio, dorato e marrone. Le fo-cature sono solitamente presenti sulle zampe, sopra gli occhi e sulla coda. A volte può comparire una stella bianca sul petto.
Le razze del gruppo 2: IL MASTINO DEI PIRENEI

IL MASTINO DEI PIRENEI
ORIGINE
Spagna
CARATTERE
Affettuoso e docile con i proprietari, ma terribilmente coraggioso e feroce (per la sua mole) in caso di necessità
È un cane di di origine spagnola, abituato a vivere sulle montagne pirenaiche per assolvere il suo compito di guardiano dei pastori, pronto a battersi contro qualsiasi predatore anche di imponenti dimensioni. Gli spagnoli lo chiamano anche "mo-stin" e lo considerano originario della regione dell'Aragona. La storia del mastino dei Pirenei è ricca di racconti che vedono questo animale protagonista di lotte furiose con l'orso e il lupo pur di difendere il gregge in transumanza da una parte all'altra dei Pirenei. Come molti altri cani di grande mole discende dai mastini del Tibet (progenitore anche del cane da montagna dei Pirenei diffuso sull'altro versante della catena montuosa che divide la Francia dalla Spagna),perciò ha un corpo enorme e maestoso, la testa grossa, le ossa robuste, e il mantello rustico. All'inizio del secolo rischiò l'estinzione, ma nel dopoguerra gli allevatori spagnoli elaborarono un programma di recupero delle razze autoctone e così nel 1946 venne redatto il primo standard ufficiale del mastino dei Pirenei, anche se si dovrà poi attendere il 1977 per la fondazione del club di tutela della razza. Attualmente svolge le funzioni di guardiano delle fattorie e viene addestrato come cane da difesa personale.
STANDARD
Cane possente e muscoloso, di notevole statura e mole, dal pelo lungo. Il corpo sta nel rettangolo, il collo è forte, largo, muscoloso con caratteristica giogaia. Il tronco è ampio e potente, la groppa è larga e robusta con linea superiore orizzontale, il ventre leggermente retratto, la coda ricoperta da abbondante pelo, lunga e grossa alla radice. Gli arti sono possenti e muscolosi. Caratteristici gli speroni sugli arti posteriori. La testa è grande e forte; il cranio è poco più lungo del muso, molto largo e convesso, gli assi cranio-muso leggermente divergenti o paralleli, il muso si restringe verso il tartufo che è nero e grande, lo stop è poco marcato. Gli occhi sono scuri, piccoli in proporzione alla mole del cane e a forma di mandorla. Le orecchie sono pendenti, piatte, inserite alte e di forma triangolare. Il labbro superiore ricopre quello inferiore. Il pelo è liscio, lungo e folto, generalmente bianco con macchie dello stesso colore della maschera distribuite sul corpo e sulle orecchie. Il colore più apprezzato è il bianco con macchie grigie. L'altezza dei maschi è di circa 77 cm e quella delle femmine di circa 72. Il peso oscilla intorno ai 70 kg.
Le razze del gruppo 2: IL LEONBERGER

IL LEONBERGER
ORIGINE
Germania
CARATTERE
È un cane che deve poter vivere a stretto contatto con i suoi compagni "umani", perché in caso contrario rischia di immalinconirsi. Va fatto socializzare fin da piccolo poiché un cane di tale mole da adulto non deve assolutamente creare problemi.
È il primo cane selezionato in Germania; la sua iscrizione al libro delle origini risale infatti al 1846. La sua vera origine resta comunque un mistero. Il padre della razza fu Heinrich Essig, farmacista della cittadina di Leonberg, nelle vicinanze di Stoccarda. Nelle testimonianze scritte che ci rimangono, egli dichiara di aver ottenuto questo cane mescolando il sangue del terranova, del san bernardo e del cane da montagna dei Pirenei. Il suo scopo era quello di ottenere un cane che ricordasse il leone rampante simbolo della città. A quei tempi fra le corti dei nobili erano molto di moda i cani di grossa taglia, per cui il leonberger divenne ambitissimo e costituì la fortuna di Essig che arrivò a venderne anche 300 in un solo anno. Fra le persone famose che possedettero questo stupendo cane vanno citate l'imperatrice d'Austria Sissi, Garibaldi e il compositore Richard Wagner. Il leonberger è essenzialmente un cane da guardia. Egli non possiede una spiccata territorialità, ma difende con accanimento la proprietà della famiglia in cui vive, alla quale è morbosamente legato. In tale compito è aiutato dalla sua mole e dall'abbaiare grave e intimidatorio, per cui difficilmente arriva a essere mordace. Il leonberger non riconosce un solo padrone, ma diventa ugualmente legato a tutti i membri della famiglia e si fa carico della sorveglianza dei bambini. La crescita del cucciolo presenta i tipici problemi delle razze giganti, per cui si dovrà prestare particolare attenzione all'alimentazione.
STANDARD
L'altezza al garrese nel leonberger arriva a 80 cm nei maschi e 75 cm nelle femmine. La testa è più profonda che alta con muso forte e pieno, leggermente montonino nell'ultimo terzo. Cranio appena convesso con stop leggero. Occhi a mandorla di colore preferibilmente scuro con espressione dolce e tranquilla. Caratteristica essenziale della razza è la maschera che deve essere scura e arrivare fin sopra le arcate sopraorbitali. Orecchie di media grandezza attaccate alte e ricadenti aderenti alla testa. Dentatura completa con chiusura a forbice (ancora ammessa la tenaglia). Gli arti devono essere forti e muscolosi per garantire un buon supporto data la grande mole. Il posteriore non deve essere eccessivamente angolato. Il colore del mantello va dal fulvo al sabbia. È assolutamente auspicabile la pigmentazione nera delle mucose labiali, del tartufo e dei cuscinetti plantari. L'andatura è ritmica, con passo medio e buona spinta. Ammesso l'ambio.
Le razze del gruppo 2: IL BULLMASTIFF

IL BULLMASTIFF
ORIGINE
Gran Bretagna
CARATTERE
Il bullmastiff è un cane di grande mole, temuto e vigile per la guardia e la difesa.
La razza fu selezionata dai guardiacaccia inglesi alla fine del XVIII secolo, epoca in cui si usavano i mastiff per proteggere le proprietà dei nobili dai bracconieri. Tali cani, però, erano molto ingombranti e di conseguenza poco agili, cosicché si pensò di immettere nella razza del sangue di bulldog. Da tale accoppiamento nacque il bullmastiff, ma i guardiacaccia non si accontentarono dell'aspetto del cane, concentrandosi sul suo temperamento. Cominciarono così a selezionare da ogni cucciolata solo i soggetti che si mostravano più robusti e arditi, sottoponendoli, man mano che crescevano, a un severo addestramento. Venivano considerati idonei soltanto quei soggetti che, verso i 18 mesi d'età, resistevano all'attacco di un uomo armato.
Il bullmastiff ottenne il riconoscimento da parte del Kennel club inglese nel 1924 grazie all'allevatore Moseley, che fece degli accoppiamenti mirati tali da rendere omogenea la razza. Prima infatti, come già citato, veniva privilegiato il carattere del cane, senza dare troppa importanza alle caratteristiche morfologiche, mentre Moseley seguì un programma ben preciso di accoppiamenti che gli consentì in pochi anni di fissare le caratteristiche fisiche della razza.
STANDARD
L'altezza del bullmastiff varia tra i 63-69 cm per i maschi e 60-66 cm per le femmine, mentre il peso è compreso tra i 40 e i 60 chilogrammi. Il pelo è raso e può essere di vari colori, rosso, fulvo e tigrato, con una maschera nera sugli occhi. La testa è larga e forte come quella del mastiff, il muso deve essere corto, la dentatura è prognata, le orecchie sono alte sul cranio, gli occhi di media grandezza, nocciola 0 più scuri. Il corpo è robusto e vigoroso, inseribile nel rettangolo con gli arti robusti, dal piede tondeggiante e il posteriore poco angolato. La coda è grossa alla radice, tendente ad affilarsi verso la punta, l'andatura sciolta.
Le razze del gruppo 2: IL MASTIFF

IL MASTIFF
ORIGINE
Gran Bretagna
CARATTERE
Eccellente difensore della proprietà e del gruppo al quale ap-i partiene, affettuoso con i suoi I proprietari, temibile e coraggioso ' guardiano verso gli estranei.
Cane nato per il combattimento, lo dimostra la sua enorme stazza, la sua poderosa muscolatura, la dentatura molto sviluppata. Discende dai mastini allevati dagli Assiri e sarebbe giunto nelle isole britanniche attraverso i Celti. Dopo la caduta dell'Impero Romano venne usato come difensore delle greggi e dei borghi. Verso il 1400 fu impiegato come cane da battaglia e le sue azioni gloriose furono ricordate da Shakespeare nell'Enrico V. Successivamente gli inglesi lo indirizzarono al combattimento. Solo verso i primi anni del 1800 si cominciò veramente a selezionare il mastiff come cane da guardia e da difesa e nel 1833 venne fondato a Londra l'Old English Mastiff club. Le guerre mondiali costituirono un grande freno nell'allevamento in generale e anche nel caso del nostro mastiff si sarebbe rischiata l'estinzione se non fosse stato per Nora Dickin che riuscì a importare dal Canada e dagli Stati Uniti alcuni soggetti adatti alla riproduzione. Attualmente il mastiff è allevato soprattutto in Inghilterra e in Olanda con una qualità eccellente dei soggetti, ma in quantità molto limitata. D'altro canto va ricordato che il mastiff non è un cane per tutti, non tanto per il suo carattere, quanto per le dimensioni imponenti, che richiedono spazi adeguati.
STANDARD
La taglia del mastiff (o mastino inglese) nei maschi è di almeno 76 cm e nelle femmine di almeno 69 cm al garrese. Il peso minimo è rispettivamente di 76 kg e 65 chilogrammi. La testa è quadrata da qualunque parte venga osservata. Il cranio è largo tra le orecchie con rughe che si formano solo quando il cane è eccitato. Il muso è corto con tartufo largo che deve essere allineato al mento. Gli occhi sono piccoli e molto scuri. Le orecchie sono piccole e sottili, attaccate alte, aderenti e piatte. Preferibile è la dentatura a forbice, ma viene tollerato anche un leggerissimo prognatismo. Il collo è leggermente arcuato, molto muscoloso. Il torace è largo, profondo e ben disceso. Le coste arcuate e ben cerchiate. Il dorso e i lombi larghi e muscolosi. Gli arti sono forti e di buona ossatura; il posteriore è ben angolato. I piedi sono grossi e rotondi con dita arcuate e unghie nere. La coda è attaccata alta, lunga almeno fino al garretto, portata bassa se il cane è tranquillo e comunque non deve superare la linea del dorso se eccitato.
Le razze del gruppo 2: IL ROTTWEILER

IL ROTTWEILER
ORIGINE
Germania
CARATTERE
È un cane forte e robusto in grado di garantire la sicurezza del proprietario che dovrà tuttavia essere in grado di gestirlo con fermezza, imponendo fin dai primi mesi la sua leadership per farne un soggetto fedele, equilibrato e obbediente.
È un cane molto impegnativo in quanto dotato di indubbia forza e potenza, oltreché di una spiccata personalità, che va opportunamente controllata per non incorrere in disavventure. Fin dai tempi antichi questa razza è stata selezionata per la sua potenza, le sue capacità di difesa delle mandrie e dei commercianti di bestiame. È dunque un cane equilibrato, molto legato alla proprietà e alla famiglia, ma se allevato male o non controllato può avere reazioni inconsulte e imprevedibili. Del resto la storia secolare del rottweiler ci ricorda che è un cane da combattimento, i cui antenati sono probabilmente i mastini allevati dai romani come "gladiatori" nelle lotte contro i leoni. Questa razza è stata poi selezionata nella città tedesca di Rottweil, nel Württemberg, centro importantissimo per il commercio del bestiame. Si racconta che fosse impiegata per trainare 1 carretti dei lattai e dei macellai e che custodisse la borsa dei denari dei venditori di bestiame. Nel Medioevo venne allevato dai commercianti di Rottweil come difesa dai briganti e dai predatori di bestiame. Nel 1901 venne redatto il primo standard successivamente aggiornato per ben sette volte. Dopo un periodo di declino la razza ritornò in auge quando la polizia tedesca lo scelse per le proprie unità cinofile. Nel 1921 venne poi fondato il Rottweiler club tedesco.
STANDARD
Il rottweiler è di taglia medio-grande, robusto, dotato di grande forza, agilità e resistenza. L'altezza al garrese va da 61 a 68 cm nei maschi e da 56 a 63 cm nelle femmine. Il peso è di circa 50 chilogrammi. La testa è forte, con cranio largo fra le orecchie. La linea della fronte è leggermente convessa, lo stop pronunciato. La mascella e la mandibola sono robuste e larghe, le labbra e il tartufo, neri; gli occhi scuri, di media grandezza e a forma di mandorla. Le orecchie sono piccole, pendenti, triangolari e attaccate alte sulla testa. Il collo è robusto e muscoloso, il petto ampio, gli arti solidi. La coda viene tagliata corta. Il mantello è nero con focature di colore rosso-bruno sulle guance, sopra gli occhi, alla base del collo, sul petto, sulle gambe e sotto l'attaccatura della coda. Il pelo è compatto, diritto e aderente al corpo.
Le razze del gruppo 2: LO SHAR-PEI

LO SHAR-PEI
ORIGINE
Cina
CARATTERE
Fondamentalmente presenta sempre una certa aggressività, per cui necessita di un'educazione molto ferma.
Razza che arriva da lontano e ha una storia antica che ci riporta ai tempi della dinastia Han, sovrana sulla Cina dal 206 a.C. al 220 d.C. La sua immagine è stata riconosciuta su alcune statuine di terracotta che ornavano i sepolcri e i templi di questa antica dinastia. Lo shar-pei incarna il "drago protettore delle acque" e il suo nome, tradotto, significa all'incirca "cane di sabbia", nome senza dubbio riferito al suo particolarissimo mantello. Egli ha in effetti un pelo soffice se accarezzato dalla testa in direzione della coda, ma quasi "abrasivo" se si effettua il movimento contrario. Questa particolarità costituisce l'arma del nostro amico dalle mille rughe, in quanto gli evita di venire azzannato. E infatti lo shar-pei è noto come cane da combattimento, «dotato di tutte le caratteristiche di un gladiatore» come recita lo standard della Hong Kong and Kow-loon kennel association. Nel dopoguerra il nostro eroe rischiò l'estinzione, causa le tasse pesantissime che Mao Tse Tung impose ai possessori di cani. Nel 1973 un allevatore cinese riuscì a far arrivare in California 13 suoi esemplari e da qui nasce il grande interesse attorno a questa razza. E un cane intelligente e scontroso con gli estranei, ma assolutamente devoto alla famiglia. Per questo viene definito un ottimo cane da guardia. Nel suo passato era utilizzato dai poveri contadini cinesi nella caccia al cinghiale.
STANDARD
Lo shar-pei è un cane raccolto, compatto, attivo, solido e quadrato; ben piantato sugli arti. L'altezza varia dai 46 ai 51 cm al garrese con un peso che oscilla fra i 18 e i 23 chilogrammi. Il cranio è piatto e largo, con una profusione di rughe che ricoprono la fronte e le guance, prolungandosi verso il basso fino a formare una grossa giogaia. Lo stop è leggero, il muso di lunghezza media. Gli occhi scuri, piccoli e a mandorla e profondamente infossati nelle orbite conferiscono, assieme alle rughe, il tipico sguardo austero dello shar-pei. Altra caratteristica peculiare della razza è la lingua, blu scura, con labbra e palato neri. Le orecchie sono piccole, abbastanza spesse, a forma di triangolo equilatero, inserite molto alte al di sopra degli occhi. La coda più apprezzata è attaccata alta e portata di lato, strettamente arrotolata. I colori del mantello ammessi sono: crema, fulvo, rosso-fulvo, zibellino, marrone e nero.
Le razze del gruppo 2: IL FILA BRASILEIRO

IL FILA BRASILEIRO
ORIGINE
Brasile
CARATTERE
Coraggioso, determinato, obbediente con il padrone, aggressivo e insuperabile cane da guardia nei confronti di malintenzionati.
È un cane di grossa taglia dotato però di un olfatto acutissimo tipico dei cani da caccia. Forse è proprio per questa ragione che per molti anni è prevalsa l'ipotesi che il "fila nacional" del Brasile fosse stato creato mediante incroci di mastiff, bulldog, bloodhound e segugi. Recentemente questa teoria è stata accantonata poiché si ritiene più verosimile la storia che il fila brasileiro sia l'evoluzione di antichi mastini delle isole Azzorre portati in Brasile dai conquistatori portoghesi o di altri cani da guerra europei impiegati dagli olandesi nel 1630 per conquistare Pernambuco. Il riconoscimento ufficiale della razza da parte del Kennel club brasiliano risale al 1946. Il termine "fila" probabilmente deriva dal portoghese filar che significa "afferrare". E al fila brasileiro nella sua terra d'origine era stato in effetti attribuito il compito di afferrare, o meglio, prendere gli schiavi fuggiti nella foresta e 1 ladri e 1 delinquenti che purtroppo sono numerosi in una terra dove il divario fra poveri e ricchi si fa sempre più ampio. Si è inoltre rivelato un ottimo mandriano e un buon guardiano delle proprietà.
STANDARD
Il fila brasileiro è un cane di tipo molossoide con una struttura rettangolare forte e poderosa. La testa è grande e massiccia e presenta rughe; cranio e muso hanno circa pari lunghezza oppure il muso, che è forte e largo, è leggermente più corto del cranio; lo stop è leggero, il tartufo è nero e ben sviluppato. Gli occhi sono di media grandezza, a forma di mandorla, scuri, ben distanziati fra loro e in posizione frontale; le orecchie sono pendenti, grandi, attaccate basse, leggermente rivolte all'indietro, larghe alla base, lunghe, hanno l'estremità arrotondata e sono di tessitura spessa. Il collo è forte, robusto e potente; il torace è profondo e largo, la linea superiore è inclinata con la groppa più alta del garrese; la coda è attaccata bassa, lunga e molto larga alla radice; gli arti sono di ossatura poderosa. La pelle è spessa e floscia su tutto il corpo, il pelo è corto folto e aderente. Sono ammessi tutti i colori a esclusione del bianco. L'altezza dei maschi va da circa 65 a 75 cm e per le femmine da circa 60 a 70 centimetri. Il peso varia da 40 a 50 chilogrammi.
Le razze del gruppo 2:IL DOGO ARGENTINO

IL DOGO ARGENTINO
ORIGINE
Argentina
CARATTERE
I Docile e nello stesso tempo deci-I so, affettuoso e dignitoso, equilibrato e attento, fedele e incorruttibile, coraggioso e aggressivo al bisogno.
Deve la sua nascita al dottor Antonio N0-res Martinez che volle creare una razza canina adatta alle sue esigenze di cacciatore. Per raggiungere tale risultato, nel giro di molti anni, egli incrociò parecchie razze canine, tra cui il pointer, il bull terrier, il bulldog e alcuni mastini. La razza venne riconosciuta in Argentina nel 1964, mentre la FCI diede l'assenso nel 1973. È un cane assai rustico, robusto e resistente, per cui molto difficilmente ha problemi di salute. Si adatta a vivere in ogni ambiente, anche in appartamento, purché sia in stretto contatto con il suo padrone. Ovviamente la sua esuberanza deve avere sfogo, per cui un dogo che vive in spazi ristretti deve poter compiere lunghe passeggiate quotidiane. Il suo mantello corto non necessita di particolari cure: è sufficiente spazzolarlo un paio di volte alla settimana. Il carattere del dogo è equilibrato e la sua disponibilità nei confronti dell'uomo è innata se correttamente educato fin da cucciolo; non presenta infatti particolari problemi di addestramento. È comunque molto importante non abituarlo alla violenza, poiché in lui potrebbe prevalere l'istinto di cane da combattimento e con la sua forza sarebbero guai seri... È anche un valido difensore della casa e dei bambini e, se educato correttamente, da adulto dovrà reagire nella maniera giusta alle diverse situazioni.
STANDARD
Il dogo argentino ha cranio da masticatore e muso da olfattivo, poiché la sua caratteristica è quella di fiutare le emanazioni portate dal vento. Gli occhi sono scuri o nocciola, ben distanziati fra di loro, con sguardo vivo e intelligente, ma nello stesso tempo di marcata durezza. Le mascelle sono ben combadanti, robuste, senza prognatismo, con denti grandi. Il tartufo deve essere nero con un leggero stop sulla punta. Le orecchie sono portate alte, erette o semierette, di forma triangolare. Il collo è massiccio e arcuato, con la pelle della gola ricca di rughe. Il tronco è muscoloso con arti ben diritti e a piombo. La coda è lunga e grossa. Il peso varia dai 40 ai 45 kg e l'altezza dai 60 ai 65 centimetri. Il mantello deve essere di colore bianco.
Le razze del gruppo 2 : IL BOXER

Tequila
IL BOXER
ORIGINE
Germania
CARATTERE
Cane forte e pieno di temperamento, si attacca alla famiglia ma è diffidente verso gli estranei. Coraggioso e impavido in situazioni gravi, va addestrato fin da piccolo per evitare qualsiasi forma di aggressività.
Razza tedesca, selezionata in Baviera, che con ogni probabilità deve però la sua origine a due cani inglesi: il bulldog e il mastino bullembeisser. Da questo accoppiamento nell'Ottocento i tedeschi hanno ottenuto una straordinaria razza da difesa e da guardia, agile e intelligente. Bisognerà tuttavia attendere l'inizio del Novecento prima che il boxer diventi famoso a livello internazionale. La notorietà di questo mastino è legata all'esercito tedesco che si trovò nella necessità di disporre di una razza canina da impiegare nei servizi da guerra, cosa che all'epoca era appannaggio dei soli inglesi. I tedeschi cercarono pertanto sul loro territorio una razza forte e piena di temperamento adatta ai servizi militari. La trovarono in Flocki, il capostipite dei boxer, figlio di un bulldog inglese e di una femmina di razza sconosciuta legata al bullenbeisser. In seguito il boxer è stato apprezzato anche in altre nazioni, America compresa, come cane della polizia e da utilità. La razza è entrata a far parte del mondo della cinofilia ufficiale e delle esposizioni alla fine dell'Ottocento. Dal 1896 esiste il club del boxer, fondato a Monaco dai primi allevatori bavaresi. Il boxer è un cane di media grandezza a pelo raso che si distingue per il muso rincagnato, la maschera nera sul muso, la buona ossatura, agilità e forza.
STANDARD
Il boxer è di media taglia, robusto, quadrato e a pelo raso. L'altezza al garrese va da 57 a 63 cm nei maschi e da 53 a 59 cm nelle femmine. Il peso è di oltre 30 kg nei maschi e di circa 25 kg nelle femmine. Cranio e muso devono essere ben proporzionati e separati da uno stop ben marcato. Il cranio è stretto e leggermente convesso con lunghezza doppia rispetto a quella del muso. Quest'ultimo è pieno, largo e potente. In ogni caso la testa deve essere asciutta e cioè senza rughe. La maschera nera caratterizza soltanto il muso, nettamente in contrasto con il colore della testa. La mandibola è ricurva e prominente, le labbra superiori sono grosse e rigonfie, il tartufo nero, rivolto all'msù e con narici ben aperte. La dentatura è prognata, con incisivi forti e disposti su una linea. Gli occhi sono scuri, le orecchie attaccate alte e tagliate a punta. Se naturali sono piccole, sottili, ripiegate e aderenti. Il torace è ben disceso, il petto ben sviluppato. Il collo e la muscolatura sono la massima espressione della forza e dell'agilità. La coda è inserita alta sulla groppa, amputata corta e portata all'insù. Il mantello è a pelo corto, duro, lucido e aderente. Sono ammessi il colore fulvo (chiaro 0 rosso-cervo) e il tigrato. I piedi sono piccoli e a forma di gatto.
mercoledì
Le razze del gruppo 2: IL DOGUE DE BORDEAUX

IL DOGUE DE BORDEAUX
ORIGINE
Francia
CARATTERE
È un molossoide bonario ma dotato di un certo temperamento che va gestito con equilibrio e fermezza, facendolo socializzare fin da piccolo sia con altre persone che con altri animali.
Molossoide francese divenuto famoso in Italia grazie alla serie televisiva che ha per protagonista il cane poliziotto Tequila. La razza è diffusa in Francia da tempi immemorabili. Secondo alcuni studiosi arrivò in Europa seguendo gli spostamenti degli uomini del Tibet ed è stata protagonista nella difesa dei Celti dagli attacchi dei Romani.In molte cattedrali sono visibili le raffigurazioni di cani da guerra francesi che per l'aspetto si possono senz'altro ritenere i dogue de Bordeaux del passato. Oltre che come cane da difesa e da guerra il dogue de Bordeaux è stato impiegato nei combattimenti fra "cani gladiatori". Attualmente la razza continua a distinguersi per la sua potenza, per il coraggio, per la testa forte e quadrata, per le mascelle poderose e l'aggressività, per cui viene usato come guardiano delle proprietà aristocratiche francesi. In passato è stato impiegato anche per radunare e guidare le mandrie al mercato.
STANDARD
Il corpo del dogue de Bordeaux è potente e muscoloso; la testa è voluminosa, squadrata e caratterizzata da vistose rughe sulla pelle; il cranio è leggermente convesso; il muso è largo, potente, corto (circa 1/3 della lunghezza della testa) e con profilo superiore concavo; lo stop è molto accentuato; il tartufo è nero 0 marrone scuro in armonia con il colore della maschera. Gli occhi sono scuri, ben distanziati e di forma ovale. Le orecchie sono di medie dimensioni, pendenti, attaccate alte e di colore leggermente più scuro rispetto al pelo del mantello. Le mascelle sono molto forti, la mandibola è più lunga della mascella e quindi la dentatura è prognata. Le labbra sono spesse e pendenti, di forma rotondeggiante ai lati della mandibola. Il collo è forte e muscoloso, il torace è largo e profondo, la groppa è moderatamente obliqua, la coda è spessa alla radice, inserita bassa e non molto lunga. Gli arti sono solidi, muscolosi e di forte ossatura, quelli posteriori moderatamente aperti. Il mantello è costituito da pelo corto e fine di colore uniforme fulvo 0 mogano. Sono ammesse macchie bianche sul petto e sui piedi. Sul muso non deve mancare la maschera nera 0 bruno scuro. L'altezza al garrese dei maschi va da 60 a 68 cm e nelle femmine da 58 a 66 centimetri. Il peso è di circa 50 kg nei maschi e oscilla intorno ai 45 kg per le femmine.
Le razze del gruppo 2 : IL TERRANOVA

IL TERRANOVA
ORIGINE
Canada
CARATTERE
Buono, intelligente, affettuoso, autentico cane da utilità e per il soccorso.
La razza prende il nome dall'omonima isola che si trova in Canada scoperta nel 1497 da Giovanni Caboto. È un cane di grossa mole che ama molto l'acqua ed è infatti un ottimo nuotatore anche perché ha le zampe palmate. Per questo i pescatori della costa nordamericana selezionarono questi cani particolarmente adatti a svolgere dei servizi in acqua, come per esempio trainare una corda o recuperare una rete. La sua forza di gigante buono è inoltre stata utilizzata in passato per trainare dei carrettini che servivano per trasportare il pesce. Il terranova o cane di Terranova è peraltro molto noto e amato per la sua proverbiale bontà e capacità di trarre in salvo le persone in procinto di annegare. A questo proposito va detto che in tutto il mondo le azioni di salvataggio di questa razza sono state premiate più volte con medaglie al valore civaie. Ancor oggi, del resto, il terranova fa parte delle unità cinofile per soccorso in acqua. Lorigine è incerta: una ipotesi è che il terranova sia il risultato degli accoppiamenti di cani labrador preesistenti sulla costa americana e molossoidi importati nell'isola di Terranova dai pescatori inglesi. La razza è nota fin dal 1789 quando il cinologo Bewick la descrisse minuziosamente in una sua opera. Il primo club del terranova venne fondato in Inghilterra nel 1886. Molto nota è la varietà con il mantello nero brillante, ma esiste anche il terranova con il pelo di colore bronzo e bianco a macchie nere, quest'ultima varietà da non confondere con la razza landseer che si distingue, per esempio, per gli arti più lunghi e la testa meno massiccia.
STANDARD
Robusto, forte e attivo, dotato di buona ossatura e sciolto nei movimenti. La testa è importante, larga e massiccia con cresta occipitale fortemente sviluppata. Lo stop è moderato anche se può apparire marcato dato lo sviluppo delle arcate sopraccigliari. Il muso è corto e quadrato, il tartufo nero. Le orecchie sono piccole, inserite alte, ben aderenti alla testa. Il pelo sulla testa e sulle orecchie è corto e fine. Gli occhi sono piccoli e scuri. La struttura corporea è inseribile nel rettangolo, il collo è forte e muscoloso, il torace è ampio, il dorso potente, la groppa leggermente inclinata, la coda è folta e lunga. L'altezza minima al garrese è di 71 cm nei maschi e di 66 cm nelle femmine. Il peso va da 50 a 67 chilogrammi. Il pelo è folto, leggermente ondulato ma non riccio, forte e grasso, impermeabile all'acqua. I colori del mantello sono il nero brillante, il bronzo e il bianco a macchie nere. Gli arti sono muscolosi, possenti e di buona ossatura. I piedi sono larghi e palmati, da eccellente nuotatore.
Le razze del gruppo 2: IL CANE CORSO

IL CANE CORSO
ORIGINE
Italia
CARATTERE Cane di grande temperamento, dotato di coraggio senza limiti, ottimo guardiano, diffidente con gli estranei.
Le sue origini sono antiche. Già nel 1591 Erasmo de Valvasone descrive nel suo Della caccia le caratteristiche del corso. Due esemplari sono inoltre presenti nei rilievi marmorei dell'Arco di Trionfo di Napoli costruito verso la metà del Quattrocento. La presenza del cane corso trova comunque riscontro in opere artistiche legate alle regioni meridionali dell'Italia, così come accadde per il mastino napoletano. A tal proposito sembra che le origini della razza si possano ricollegare al molosso romano, il pu-gnax, utilizzato in guerra, come cane da combattimento o come cane da caccia grossa. Secondo alcuni dal molosso romano sarebbero poi derivate due razze: la prima, più pesante, impiegata nei combattimenti; la seconda, più leggera, utilizzata per la difesa e la caccia della selvaggina grossa. Della prima specie farebbe parte il mastino napoletano, mentre il cane corso sarebbe il molossoide più leggero usato nel meridione per condurre le mandne, scortare 1 carrettieri, difendere il Regno di Napoli e tutelare le proprietà dei contadini pugliesi, lucani e calabresi. In epoca più recente, in seguito alla trasformazione dell'agricoltura e l'abbandono dell'allevamento brado, il cane corso rischiò di scomparire anche nelle regioni del sud dell'Italia. Fortunatamente negli anni Settanta un gruppo di appassionati cinofili, con il sostegno dell'ENCl, iniziò un programma di selezione per recuperare 1 pochi soggetti rimasti al sud di questa razza autoctona. Nel 1987 venne redatto il primo standard ufficiale.
STANDARD
Il cane corso è un molosso di taglia medio-grande, rustico, solido e compatto. È dotato di una robusta ossatura e di un apparato muscolare ben sviluppato. Il muso è notevolmente più corto del cranio, gli assi cranico-facciali sono leggermente convergenti, la mandibola è forte, la dentatura presenta un lieve prognatismo. Gli occhi sono scuri. Il mantello può essere nero, grigio, piombo, ardesia, fulvo chiaro, rosso cervo o tigrato. Nei soggetti fulvi la maschera è nera. Più diffusi sono comunque il colore nero e il tigrato. Il pelo è corto, lucido e denso. L'altezza va da 62 a 68 cm nei maschi e da 58 a 64 cm nelle femmine, mentre il peso è compreso fra i 42 e i 50 kg nei maschi e tra 38 e 45 kg nelle femmine.
Le razze del gruppo 2: IL MASTINO NAPOLETANO

IL MASTINO NAPOLETANO
ORIGINE
Italia
CARATTERE
Forte e leale, non ingiustificatamente aggressivo o mordace, difensore della proprietà e delle persone, è una razza che mantiene sempre un comportamento vigile, nobile e maestoso.
È una delle razze italiane più antiche e apprezzate nel mondo, anche se ha rischiato l'estinzione. Si trovano raffigurazioni di questo tipo di molossoide in terracotte dell'arte mesopotamica risalenti a circa 4.000 anni fa. Di sicuro si hanno notizie che i Sumeri allevarono cani di grande mole che venivano impiegati nella caccia di grossi animali (compreso il leone) e nei combattimenti contro altre popolazioni nemiche. Le loro caratteristiche principali erano legate alle proporzioni imponenti della testa, la forte ossatura e la grande mole e altezza. Partendo dalla Mesopotamia questi soggetti enormi e potenti raggiunsero anche l'Europa. Ai tempi di Carlo Magno i regnanti dell'epoca erano soliti donarsi dei cani forti e coraggiosi, spesso impiegati nelle campagne di conquista di altre terre. Nel I secolo dopo Cristo il Columella, nel suo De re rustica, li definisce ottimi guardiani della casa e delle proprietà. In epoca più recente questi esemplari risultarono assai rari in Italia. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, nella prima esposizione canina svoltasi a Napoli, si presentarono alla rassegna solo otto mastini napoletani. Soltanto l'amore di Ruggero Soldati e Piero Scanziani salvarono dall'estinzione questa nobile razza. Poi, nel 1949, ci fu il riconoscimento ufficiale del mastino napoletano e l'elaborazione del primo standard che prese come riferiménto il mitico Guaglione di Scanziani, un cane che si trova nel pedigree di tanti mastini partenopei.
STANDARD
Il mastino napoletano è di grande mole, impiegato per la guardia e la difesa. L'altezza al garrese va dai 65 ai 75 cm nei maschi e dai 60 ai 68 cm nelle femmine. Il peso si aggira intorno ai 65 kg nei maschi e 55 kg nelle femmine. La testa è massiccia, il cranio largo, piatto fra le orecchie. Il muso più corto del cranio. La pelle della testa è molto abbondante con rughe e pliche. Spessa, abbondante e lassa in tutto il corpo, al margine inferiore del collo la pelle forma una ampia giogaia. Il tartufo è voluminoso con narici grandi e ben aperte, nero nei soggetti dal mantello nero, scuro negli altri mantelli e marrone nei cani dal pelo di colore mogano. Le mascelle sono forti e potenti. Il tronco è un po' più lungo dell'altezza al garrese. I muscoli pettorali sono molto sviluppati, l'ossatura robusta. La coda, grossa alla radice, si affusola leggermente verso l'estremità. Il colore del mantello è grigio, piombo e nero, mogano e fulvo. Tutti i mantelli possono essere tigrati. Il pelo, uniformemente liscio, è vitreo, denso, corto e privo di frange. L'andatura è lenta, dinoccolata, da orso al passo, con forte spinta del posteriore e buon allungo al trotto.
sabato
IL RITRATTO del Dogue de Bordeaux

RITRATTO
Origine: Francia.
Aspetto generale: di dimensioni medio-grandi, con aspetto tipico da molosso e testa larga e corta. Corpo molto muscoloso, atletico e imponente.
Testa: voluminosa, angolosa, larga, piuttosto corta. Vista di
fronte e dall'alto ha la forma di un trapezio.
Cranio: nel. maschio la circonferenza del cranio, misurata alla
sua massima larghezza, corrisponde al Tirici rea all'altezza al
garrese mentre nella femmina può essere leggermente inferiore.
La testa è solcata da profonde rughe simmetriche.
Stop: molto accentuato, forma con il muso un angolo quasi
retto. Tartufo: largo, con narici ben aperte.
Muso: potente, largo e massiccio, di forma quadrata.
Labbra: spesse, moderatamente pendule.
Mascelle: molto potenti e larghe. Dentatura: prognata, cioè con
la mascella inferiore che sporge più della superiore, con denti
forti e ben allineati.
Occhi: ovali, ben distanziati, da nocciola a bruno scuro per II cane a maschera nera.
Colori meno scuri sono accettati per quelli a maschera marrone o senza maschera.
Orecchie: relativamente piccole, di colore leggermente più scuro di quello del mantello. All'attaccatura, la base anteriore si presenta un po' rialzata.
Le orecchie devono ricadere ma non essere flosce. Sono inserite abbastanza alte.
Collo: forte, muscoloso e sostanzialmente cilindrico. La sua pelle è abbondante e morbida. La sua circonferenza media è circa uguale a quella della testa. La giogaia, ben marcata, inizia a livello della gola e forma due pieghe che arrivano fino al petto.
Il collo, molto largo alla base, si fonde senza contrasto con le spalle.
Tronco: Linea del dorso: ben sostenuta con dorso ampio
e muscoloso, garrese ben marcato e rene largo, corto e solido.
Petto: lungo, potente e largo.
Torace: poderoso, largo e profondo.
Arti anteriori: molto muscolosi, con ossatura forte.
Spalle: potenti, con muscoli prominenti.
Scapole: mediamente oblique (circa 45 gradi).
Braccia: molto muscolose.
Gomiti: non troppo chiusi contro il torace né In fuori. Avambracci: dritti o leggermente inclinati indlentro, soprattutto nei cani con petto molto ampio. Metacarpi: potenti e leggermente inclinati visti di lato.
Arti posteriori: robusti con forte ossatura, ben angolati. Cosce: molto sviluppate e massicce, con muscolatura evidente. Gambe: relativamente corte, muscolose. Garretti: corti, nervosi. Metatarsi: robusti, senza speroni. Piedi: forti, con dita ben chiuse, unghie ricurve e forti, cuscinetti plantari ben sviluppati e flessibili. Coda: molto spessa alla radice. La sua punta raggiunge di preferenza il garretto senza oltrepassarlo. Mantello: Pe/o; fine, corto e morbido al tatto. Colore: unicolore, In tutta la gamma del fulvo, dal mogano all'isabella. Le macchie bianche poco estese sono ammesse al petto e all'estremità degli arti. Sul muso può essere presente una maschera nera o marrone.
Altezza al garrese: da 60 a 68 centimetri per i maschi, da 58 a 66 cm per le femmine.
Peso: almeno 50 chilogrammi per i maschi e 45 per le femmine.
Coraggio e affetto
CARATTERISTICHE
Oltre ad avere una bellezza e un'imponenza fuori dal comune, i Dogue de Bordeaux sono cani coraggiosissimi, guardiani straordinari della proprietà e della vita delle persone che amano. Capaci di un affetto profondo, sono molto legati al padrone e vanno d'accordo con i bambini, dai quali accettano ogni cosa senza la minima reazione, grazie anche alla straordinaria robustezza che permette loro di sopportare perfino i giochi più rudi e qualche
dispetto. Naturalmente, questo non significa che possiamo esimerci dall'in-segnare ai nostri bimbi a trattare il cane con rispetto e senza fargli male, ma sappiamo che non avranno mai nulla da temere dal loro Dogue de Bordeaux. A colpire della razza è il contrasto tra la calma abituale e la reattività in caso di pericolo per i suoi cari o la proprietà. Talvolta potrebbe sembrare che il cane stia dormendo profondamente, ma al minimo rumore sospetto lo vedremo porsi in attenzione, con la sua espressione seria e severa, che è già sufficiente a far fuggire qualsiasi malintenzionato. Se si è trattato di un falso allarme ben presto il nostro Dogue de Bordeaux tor-
nerà a dormire tranquillo; ma se la minaccia è reale in una frazione di secondo lo vedremo dirigersi con una velocità e un'agilità insospettabili in un cane di tale mole verso il luogo del pericolo e, se chi minaccia i suoi cari non è riuscito a fuggire precipitosamente, si troverà ad affrontare un guardiano di micidiale potenza e che non ha paura di nulla.
MOTO E ALIMENTAZIONE per il Dogue De Bordeaux

MOTO E ALIMENTAZIONE
Un intenso movimento non è fondamentale per questi cani, anzi, fino a quattro-cinque mesi d'età, il cucciolo non dovrà camminare troppo: bisogna lasciare che faccia quello che si sente.
In seguito si potrà far camminare il cane per 15 minuti a passeggiata fino ai sei mesi e mezz'ora fino all'anno d'età: questo perché lo scheletro e le giunture non sono ancora consolidate e uno sforzo
potrebbe risultare nocivo. La costruzione imponente consiglia, se non è assolutamente indispensabile, di non far compiere sforzi eccessivi al cane quando il clima è molto caldo. Per quanto riguarda l'alimentazione non vi sono particolari indicazioni se non quella di non far ingrassare il cane, poiché in razze già molto pesanti per costituzione i danni sono ancora maggiori. I pasti, quando il cane sarà adulto (18 mesi), dovrebbero essere almeno due al giorno per evitare di sovraccaricare lo stomaco con rischio di patologie anche gravi.
DOGUE DE BORDEAUX: Le origini

LA STORIA
Come tutti i molossoidi la storia di questa razza si perde fra teorie e testimonianze tutte valide ma nel contempo confutabili come ampiamente scritto su queste pagine innumerevoli volte. Dato lo spazio ristretto non mi dilungherò molto ma tengo a precisare che come già scritto da F. Bonanno lo studio della genesi delle razze antiche ha comunque limiti circoscritti e nessuna tesi può assumere valore assoluto. Sappiamo per certo che la parola "dogue" (mastino) appare alla fine del XIV secolo in Francia. A metà del XIX secolo, questi antichi mastini erano poco rinomati tranne che in Aquitania. Erano utilizzati per la caccia alla grossa selvaggina (cinghiale), per combattimenti (spesse volte legali), per la guardia delle case e del bestiame, al servizio dei macellai. Nel
1 863 ebbe luogo a Parigi, ai Jardin d'Acclimata-tion, la prima esposizione canina francese. I Dogue de Bordeaux vi figuravano con il loro attuale nome. Ne esistevano di diversi tipi a seconda della provenienza delle prime selezioni:
tipo tolosiano, tipo parigino e tipo bordolese che all'origine del Dogue attuale. La razza che aveva molto sofferto tra le due guerre mondiali, al punto di essere minacciata d'estinzione dopo la guerra del 1939-1945, riprese il suo sviluppo durante gli anni '60.
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