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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

domenica 26 luglio 2009

AKITA: IL CARATTERE


UN CANE INDIPENDENTE.........
Si parla spesso dell'akita, come del resto per ciò che riguarda gli altri cani orientali, di una certa «indipendenza» di carattere. Di lui non si parla in genere di «timidezza», ma è sottolineato il fatto che i soggetti più giovani possono anche apparire diffidenti e scontrosi. Ma a proposito dell'indipendenza dell'akita, leggiamo quanto scrive a proposito l'Akita Club of America [www.akitaclub.org): «Gli akita possono essere distaccati con gli estranei, ed invece risultano affezionati alla loro famiglia, pur senza essere appiccicosi. Tendono ad essere indipendenti, e se da una parte sapranno in ogni istante dov'è il padrone in casa, dall'altra non gli sono costantemente tra i piedi, bisognosi di attenzioni come invece accade per altre razze dall'indole più dipendente.
La loro natura indipendente fa sì che non gli debba mai essere concesso di vagare libero o senza guinzaglio in un'area non recintata. Una socializzazione ed una educazione precoci e continue diventano infine un imperativo categorico per questa razza cocciuta, nel momento in cui vogliono fare di testa loro, senza sentire ragioni».


IL CARATTERE
«In silenzio tranquillo come la foresta, in azione è come il lampo». Questo detto giapponese la dice lunga sul carattere dell'akita, e certo molto di più di quanto non riporti lo standard: «Calmo, fedele, docile e recettivo».
Ci troviamo di fronte ad un cane innanzitutto sicuro di sé, orgoglioso, quasi conscio dei propri mezzi. Con un'indole del genere è facile allora capire come perlopiù intervenga solo in caso di effettiva necessità. Ma quando ciò avviene, è un qualcosa di fulmineo e inesorabile.
La stessa indipendenza che manifesta anche nei confronti del padrone, pur amandolo profondamente, sta a significare la ricerca di un rapporto «di tipo lupesco», come avrebbe detto Lorenz: vale a dire «da uomo a uomo», sullo stesso livello, senza riserve. Sta anche in questo il fascino di questo Spitz che ti scava nell'animo con lo sguardo, che non teme quasi nessuno [men che meno gli altri cani) e che sembra conservare in sé valori ormai perlopiù sbiaditi non solo in altre razze, ma anche in diversi contesti.

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