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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

giovedì 9 luglio 2009

LE DISCIPLINE AGONISTICHE: L'OBEDIENCE- prima parte


Avete acquistato un cucciolo di border: bellissimo, dolcissimo, simpaticissimo. Sapete che si tratta di un cane da lavoro, e lo rispettate sotto questo aspetto: ma forse non avere il tempo, o la voglia, o magari l'età o la preparazione fìsica giusta per cimentarvi con lui in discipline come l'Agility, che richiedono diversi allenamenti e obbligano il padrone del cane a raggiungere un campo (è un po' difficile, anche se non impossibile, crearsi un percorso a ostacoli nel giardino di casa). E poi c'è il fatto che dopo una certa età (o dopo un certo peso...) non sempre si ha il fiato sufficiente per correre insieme al cane lungo il percorso!
Oggi, per fortuna, è arrivata anche in Italia l'«Obedience», che esiste già da moltissimo tempo negli Stati Uniti, in Inghilterra e in altri Paesi europei.
«Obedience» non si deve tradurre letteralmente con «obbedienza»: infatti non si tratta di una serie di esercizi che il cane deve eseguire meccanicamente, ma di una dimostrazione pratica del rapporto di comunicazione e collaborazione che un padrone è riuscito a stringere col suo cane. Gli esercizi, ovviamente, ci sono: condotta al guinzaglio e senza, «resta» in diverse posizioni, posizioni da lontano, riporti e così via. Ma si tratta più che altro di «pretesti» per verificare in diverse situazioni l'unica cosa che conta davvero: l'affiatamento tra cane e conduttore.
Non servono grandi attrezzature: basta qualche cono (del tipo usato per la manutenzione delle strade), qualche riportello e alcuni pezzetti di legno. Il tutto sta comodamente in uno zaino. L'unico vero «attrezzo» è un piccolo salto in alto, meno «trasportabile» di tutto il resto ma comodamente piazzabile, questo sì, anche nel giardino di casa. L' Obedience si può praticare in qualsiasi posto, a qualsiasi ora, con qualsiasi cane, a qualsiasi età.
Si avvera il sogno degli stessi border, che amano lavorare «con» il padrone in discipline che abbiano una parvenza di vera utilità II border, infatti, è un cane «serio», a dispetto dell'immagine un po' clownesca che ne hanno dato spot pubblicitari e telefilm: e ama fare le cose sul serio.
L'Obedience non è spettacolarissima, non «fa scena», a vederla sembra perfino facile: ma facile non è, proprio perché non è facile creare questo binomio strettissimo e indissolubile tra cane e padrone.
Si vedono cani non soltanto «obbedienti», ma felici di lavorare: che non soltanto vivono per rendere felice il conduttore, ma che si divertono anche in prima persona (o meglio, in primo cane). Glielo leggi negli occhi, nella coda, nei muscoli frementi di pura gioia.
Alla fine, anche per chi proviene da altre discipline, l'Obedience diventa una sfida: e appassiona sempre di più sia il neofita, sia il conduttore già esperto.
Cosa più importante, non è obbligatorio che il lavoro abbia uno sbocco sportivo o agonistico: la signora di mezza età col beniamino di casa (che non si sognerebbe mai di andare a fare «gare» di qualsiasi tipo) lavorando in Obedience, avrà comunque ottenuto il risultato fondamentale di creare il giusto rapporto col cane. Non sarà più una signora «trainata» al guinzaglio nè la «vittima» di un despota a quattro zampe che la comanda a bacchetta... e che magari, quando viene chiamato, fila a duecento all'ora dalla parte opposta. Avrà imparato esattamente «chi e» il suo cane, come farsi capire da lui, come può capirlo. Si sarà fatta, insomma, quella cultura cinofila di base che in Italia manca quasi completamente.

per questo motivo suggeriamo a tutti, proprio a tutti i proprietari di border e non, di avvicinarcisi, almeno per provare, a questa disciplina che sembra creata apposta per la nostra razza. Poi, magari, qualcuno si appassionerà al punto di voler fare qualche gara: ben venga (anche perché noi italiani siamo arrivati per ultimi, ma siamo già bravissimi). Ma la cosa più importante resta sempre il grande affiatamento che si crea con il proprio cane.
L'Obedience è nata intorno agli anni '50 nei Paesi Scandinavi, da cui poi si è diffusa in altri paesi europei e nel Nord America. Così come l'agility trae origine dai concorsi ippici, l'obedience è stata giustamente paragonata da alcuni al dressage. Come il dressage, l'obedience richiede una grossa preparazione, pazienza e dedizione.
Arrivata in Italia da pochissimi anni, l'Obedience vanta già una squadra nazionale che, nel 1998 (prima gara in assoluto agli Europei), si è classificata terza, nonostante i pochi mesi di preparazione: nel giugno del 2000 si è classificata ancora terza ai campionati mondiali di Milano, dietro ai maestri norvegesi e svedesi. Nel giugno 2001, ai Campionati mondiali in Portogallo, l'Italia si è classificata quinta su dieci squadre.
Il regolamento italiano, stilato dalla D.O.G. (Dog Obedience Group), ricalca in gran parte quello francese: esso è stato recentemente approvato dall'ENCI e prevede quattro classi (Debuttanti, Classe 1, Classe 2, Classe 3) più l'Elite, o Regolamento Internazionale, che è uguale in tutto il mondo.






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Estratto del Regolamento di classe internazionale con CACIOB
■ „tn il I-i Novembre 1998 a Parigi, e in vigore dal 1 gennaio 2001) (elaborai^
dell'obedience è insegnare al cane un comportamento controllato e collaborativo. Grande importanza ^dovrebbe attribuire a un buon affiatamento tra cane e conduttore, e alla volontà del cane di obbedire anche quando si trovi distante dal conduttore.
tegole di partecipazione
ptr partecipare a competizioni di classe internazionale di obedience è necessario che il cane abbia compiuto almeno il 15° mese di età e che sia iscritto in un libro genealogico approvato dalla F.C.I.
Punteggi
Il cane conseguirà dei punti secondo lo schema seguente: 0-5; 5,5-6; 6,5-7; 7,5-8; 8,5-9; 9,5-10. Comportamento del cane
Quando non viene specificato in modo diverso nel regolamento, gli esercizi iniziano e terminano con il cane nella posizione «al piede». La posizione «al piede» è normalmente con il cane seduto alla sinistra del conduttore. La posizione «in piedi» alla sinistra del conduttore è ugualmente autorizzata, ma in questo caso deve essere mantenuta per tutta la durata della prova e il giudice deve esserne informato prima dell'esercizio n° 1.
Squalifica
Un cane che tenta di mordere o attacca delle persone o dei cani, non importa in quale momento, viene escluso da tutte le prove del giorno.
Altre regole
u giudice può interrompere un esercizio e impedire a un cane di proseguire nel concorso se abbaia in maniera esagerata o non si presenta in buone condizioni.
al ^ eserc'2' di riporto (5,7,8 e 9), il cane è autorizzato a riconsegnare il riporto mettendosi seduto davanti riduttore e dovrà quindi a comando prendere rapidamente la posizione «al piede», utti gli esercizi iniziano quando il conduttore e il cane sono nella posizione richiesta e il conduttore ha
Tuu"1^0 H bmomio è
pronto.
iUttl S'i esercizi terminano quando il giudice, o il commissario, dice «esercizio terminato». altreCOmanC^ verbau '"dicati nel presente regolamento sono degli esempi, possono quindi essere impiegate Se i/
^ cane sporca durante gli esercizi, il punteggio relativo è 0 e, inoltre, 40 punti vengono sottratti dal punteggio totale, sporca tra un esercizio e l'altro, vengono sottratti 40 punti dal totale.
ertiti
W'Vcato Internazionale d'Obédience, CACIOB 'cane eh
il CArirA ottiene il punteggio più alto con la qualifica eccellente (se maschio deve avere 2 testicoli) riceve U°B, e il secondo riceve la RISERVA DI CACIOB.

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