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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

venerdì 21 agosto 2009

Addestramento: la Punizione e la Ricompensa



LA PUNIZIONE
La migliore punizione, soprattutto per i cani giovani o per i cani di piccola taglia, consiste nell'afferrarli per la pelle del collo, sollevarli leggermente da terra e scrollarli prima di rimetterli giù. Se il cane si abbandona e offre il ventre, facendo così atto di sottomissione, dovete interrompere immediatamente l'intervento corretti-.0; se, al contrario, si difende, occorre ricominciare e insistere. Al gesto punitivo dovete associare una parola semplice e breve che vi permetterà in seguito di punirlo senza toccarlo: la parola 'no' è generalmente adatta.
Ricordatevi tuttavia che l'apprendimento positivo è più solido di quello negativo. È quindi preferibile insegnare al vostro cane ciò che volete che esso faccia, piuttosto che attendere che commetta un errore per reprimerlo.

Due metodi
di addestramento
Esistono sostanzialmente due tipi di addestramento, la scelta dei quali deve essere fatta prima di impostare qualsiasi tipo di educazione, al fine di non disorientare il cane con dei cambiamenti di comportamento da parte del padrone stesso:
- l'addestramento positivo, basato sulla ricompensa, consiste nel mostrare al cane quello che bisogna fare;
- l'addestramento negativo è basato sulla punizione, e in questo caso il padrone interviene solo per far notare l'errore.
È doveroso precisare che questi due metodi non sono equivalenti né per velocità di apprendimento, né per durata nel tempo. Inoltre, possono essere impiegati entrambi a seconda delle situazioni.

RICOMPENSARE...
L'addestramento positivo, basato sulla ricompensa di qualunque natura sia, tende a modificare lentamente il comportamento del cane, ma la persistenza di quanto acquisito, cioè la recezione del cambiamento di comportamento, è nettamente migliore con questo tipo di apprendimento, rispetto a quanto non avvenga con un addestramento negativo. Quando il comportamento corretto è appreso, sono sufficienti alcune ricompense saltuarie per rafforzare, o ricordare, la motivazione.
Il metodo della ricompensa non è esente da difetti. Spesso nel comportamento del proprietario intervengono degli atteggiamenti più o meno coscienti, dettati dall'amore per il proprio cane, che rinforzano positivamente alcuni comportamenti poco desiderabili dell'animale stesso. È, per esempio, il caso del cane che abbaia e minaccia individui dall'aspetto particolare e diverso da quello delle persone appartenenti all'ambiente che conosce, e che viene accarezzato dal padrone che pensa in tal modo di tranquillizzarlo, ma che al contrario rinforza positivamente quindi premia, questo tipo di comportamento. Altrettanto frequente, e nocivo per la convivenza col cane, è il rinforzo positivo del comportamento da malattia: il proprietario, preoccupato dalla malattia del suo cane, cerca ovviamente di curarlo attivamente cercando di confortarlo accarezzandolo e parlandogli dolcemente o, se si tratta di problemi dermatologici, non appena l'animale si gratta, il padrone apprensivo si precipita ad accarezzarlo e ad applicargli creme che tolgono il prurito; questi atteggiamenti, inevitabili da parte del padrone che ama il proprio animale, inducono tuttavia il cane a imparare rapidamente questo meccanismo che innesca un atteggiamento di sottomissione da parte del padrone e del quale il cane potrà approfittare anche dopo la guarigione.

PUNIRE...
L'addestramento negativo dà rapidi risultati. La punizione deve essere sistematicamente inflitta tutte le volte che interviene un errore, ed entro breve tempo. A poco a poco, ovviamente, gli errori commessi dal vostro cane saranno sempre meno frequenti, ma non completamente assenti. Bisogna sempre avere l'occhio vigile perché se l'errore del cane avvenisse in un momento in cui il padrone è rilassato, e di conseguenza non venisse punito prontamente, il cane non capirebbe lo sbaglio e potrebbe commetterlo di nuovo. Ma il pericolo più grande di questo metodo risiede nel fatto che la punizione rischia di diventare patogena e negativa nel momento in cui viene inflitta al di là del buon senso: per esempio nel caso in cui il cane non viene colto in flagrante e viene corretto molto tempo dopo aver 'commesso' l'errore, quando magari non sta facendo niente di particolare, e non è così capace di associare a un evento precedente; si instaura in tal modo una reazione di ansietà, che gli darà un grave disorientamento nel comportamento futuro. Alcuni cani, poi, imparano velocemente a decodificare gli atteggiamenti ostili e l'intonazione della voce del padrone e ad adottare velocemente, in queste occasioni, lì atteggiamento dimesso, piangendo e cei cando di nascondersi, assumendo quel! posizioni che mirano a normalizzare la si tuazione, così come avevano appreso di rante l'infanzia; la punizione inflitta nono stante i tentativi di riappacificazione da parte del cane, diventa anche in questo pa togena, in quanto rimette in discussione ui rituale appreso che riteneva adatto a riso: vere un problema ma, d'altra parte, noi punirlo vorrebbe significare accettare ui comportamento decisamente scorretto. Questo metodo educativo risulta delete rio anche nei casi, oggi sempre più fre quenti, di 'sindrome da separazione' quando cioè il cane, lasciato solo, svilup pa una forma di ansietà per l'abbandono che lo porta a manifestazioni distruttive nei confronti dell'ambiente in cui vive, im brattandolo anche con feci e urina; una punizione, in questo caso, non farebbe che aumentare l'ansietà e il disorienta mento del cane.






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