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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

sabato 15 agosto 2009

Il cane e la separazione dal padrone......



"Per un animale socievole come il cane la solitudine è estremamente perturbante e può anche diventare patogeno se combinata ad alcune condizioni ambientali.
Il padrone di un cane può generare una tensione emotiva se crea dei comportamenti rituali quando esce di casa [per tranquillizzare l'animale) e al suo ritorno (facendogli festa o rimproverandolo per i danni che ha provocato); è altrettanto evidente che i vicini e la casa stessa giocano anch'essi un ruolo importante nell'insorge-re di disturbi legati all'isolamento.
La sindrome da separazione
SI distinguono tre fasi successive nello sviluppo di questa sindrome.


LA FASE REATTIVA
La prima fase, che può essere definita reattiva, non corrisponde, per la verità, a un vero e proprio stato patologico. Posto di fronte al problema della solitudine, il cane manifesterà la sua angoscia a seconda delle sue caratteristiche emozionali e di socializzazione. Potrà reagire, quindi, abbaiando, grattando oppure mordendo la porta di casa. Questi comportamenti dinamici, con i quali l'animale cerca di modificare l'ambiente che lo 'aggredisce', non cambiano tuttavia la situazione, che può anche peggiorare (In caso di punizione al ritorno dei padroni).
LA FASE ANSIOSA
La fase reattiva lascia rapidamente posto alla fase ansiosa. I ripetuti insuccessi dei suoi tentativi di fuga indeboliscono sempre di più l'equilibrio emotivo del cane, che viene a trovarsi allora in uno stato di paura. Tale paura patologica, che definisce l'ansietà, può esprimersi in due modi. Nel primo caso, possono aumentare i danni provocati dal cane che, questa volta, riguardano non soltanto la porta di uscita ma l'Intera casa, e possono verificarsi perdite di urina o diarree. Nel secondo, si nota la comparsa di attività sostitutive non direttamente collegate alla situazione, ma che hanno lo scopo di diminuire la tensione emotiva del soggetto; il cane può così mettersi a leccare o mordicchiare parti del suo corpo, cadere nella bulimia (saccheggiando la pattumiera e le riserve della casa) o nella dipsomania (eccessiva ingestione di liquidi che può raggiungere parecchi litri), che ovviamente provoca un aumento nell'emissione di urina. Sia in un caso sia nell'altro, Il soggetto è diventato ansioso, la sua capacità di elaborare le informazioni tratte dal suo ambiente è falsata (alterazione delle funzioni cognitive) e soltanto una cura adatta potrà riportarlo a condizioni normali.

LO STATO DEPRESSIVO
Spesso però la situazione non viene affrontata seriamente: si passa così alla terza fase, che corrisponde a uno stato depressivo particolare, detto 'depressione da Involuzione'. In genere questa fase riguarda soggetti di sette od otto anni che hanno sofferto d'ansia da separazione senza essere stati curati. Il quadro clinico è tipico e le difficoltà di convivenza con il cane sono tali che i proprietari non tardano a consultare un veterinario. In effetti, il cane depresso è Indifferente a ciò che lo circonda, si rifiuta di uscire, geme per ore e perde tutti I comportamenti appresi in giovane età ('richiamo', 'seduto', 'a cuccia') così come la padronanza sfinterlca. Orina e defeca su se stesso durante la notte e soffre d'insonnia. Per di più, riprende abitudini di esplorazione orale che lo portano a ingerire di tutto.

La cura
Il trattamento di queste fasi associa sempre una terapia farmacologica (facoltativa nella prima fase) a una terapia comportamentale. La terapia farmacologica viene adattata al tipo di degrado emozionale del soggetto e fa ricorso a medicinali psicotropi, neurolettici, ansiolitici e antidepressivi. È Importante anche conoscere la terapia comportamentale poiché vi si ricorre a titolo preventivo per insegnare al cucciolo a restare solo. Durante la cura conviene rispettare dei periodi di solitudine nei week-end, per evitare una brusca separazione all'inizio della settimana, quando, per lavoro o altro, si è costretti a lasciare il cane solo per molte ore. Anche se è efficace, tale terapia è generalmente male accetta dal proprietari che, tra l'altro, giudicano crudele ignorare le feste che il cane fa loro. Questo antropomorfismo cede generalmente di fronte all'evidenza, e il cane impara presto ad accogliere i padroni In modo calmo.



Alcuni consigli
Eliminate i rituali della partenza e del ritorno. Per questo motivo le attività che potete svolgere in comune con il vostro cane devono cessare una ventina di minuti o mezz'ora prima della vostra partenza. Uscite senza occuparvi del vostro cane, senza parlargli e senza cercare di nascondervi. Al vostro ritorno, ignorate le feste che vi fa e non parlategli, non guardatelo finché non si è calmato. Dopo di che accarezzatelo per consolidare il suo stato di calma. Evitate di portare fuori il cane subito dopo il vostro rientro e astenetevi anche dal dargli da mangiare finché non avrà ritrovato la calma. Se vi sono stati dei danni, è indispensabile che vi controlliate: quando il cane sarà di nuovo tranquillo, rimetterete in ordine.

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