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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

sabato 17 ottobre 2009

l'Artrosi nel cane anziano


Nel cane anziano, l’apparato osteoarticolare subisce delle modificazioni in senso degenerativo che interessano soprattutto le articolazioni ed i legamenti.
L’artrosi è una malattia cronica, progressiva e degenerativa che colpisce le articolazioni; essa provoca dolore cronico di intensità variabile ed è responsabile di una ridotta funzionalità della parte. Le cause sono di solito attribuite all’invecchiamento dei tessuti articolari, ma si è visto che solitamente essa interviene dopo altri fattori causali quali traumi, anomalie congenite, infezioni e fratture. Non tutti i cani anziani quindi sono colpiti da questa patologia. Altri fattori predisponenti allo sviluppo di artrosi comprendono la taglia dell’animale, l’obesità e la presenza di altre malattie concomitanti.
Il dolore legato ad un processo degenerativo di questo tipo dipende dalla gravità del problema e si può manifestare in molti modi che spesso sono appena percepiti dal proprietario. In molti casi si assiste all’insorgenza di una zoppia che si aggrava con l’esercizio fisico, una difficoltà nel porsi in stazione, rigidità dei movimenti, riduzione della massa muscolare. Spesso si possono notare solo sintomi comportamentali. Il cane può ridurre l’attività fisica in generale, il periodo del gioco si riduce e le camminate sono caratterizzate da pause frequenti. A volte si evidenzia una espressione ‘triste’, uno stato di ansia, una paura di essere toccati fino allo sviluppo di una vera e propria aggressività.
Solitamente, le articolazioni maggiormente colpite in ordine di frequenza sono l’anca, il ginocchio, il gomito, la spalla e le articolazioni distali degli arti.
La diagnosi si effettua mediante una visita accurata dell’animale ed esami collaterali volti a confermare il sospetto. Tra questi il più utilizzato è la radiografia delle parti colpite, seguita eventualmente da un’analisi del liquido sinoviale oppure da indagini più specialistiche (artroscopia, TAC, RMN).
La terapia è volta soprattutto ad attenuare il dolore ed a permettere all’animale di condurre una vita il più possibile normale. È possibile intervenire sul peso (utilizzando alimenti specifici e monitorando il peso dell’animale) , sulla qualità dell’esercizio fisico (movimento controllato, passeggiate al guinzaglio, limitazione dei salti e delle corse) ed associare una terapia medica o chirurgica. La scelta della terapia da seguire dipende dalla gravità delle lesioni e dallo stile di vita dell’animale.
Da un punto di vista farmacologico, si possono prescrivere antiinfiammatori tradizionali oppure prodotti omeopatici ed omotossicologici. Anche i trattamenti di agopuntura permettono un rapido miglioramento della sintomatologia. La scelta del protocollo da utilizzare è ampia e dipende sempre dall’intensità del dolore, dalla gravità del problema ed eventualmente dalla presenza di malattie concomitanti.

di Sveva Assembri, Veterinaria

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il mio cane -pastore tedesco anziano- ha trovato giovamento con la somministrazione di un integratore contenente metilsulfonilmetano, cetilmiristoleato, glucosamina e collagene. Non ero convinto del consiglio datomi, ma -con il senno di poi- penso sia stata una buona scelta.
Annalisa

reginadiquadri ha detto...

Grazie mille Annalisa :)

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