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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

lunedì 8 giugno 2009

I nostri amici a 4 zampe: quale scegliere?


QUALE RAZZA SCEGLIERE?

Il cane ancestrale

Le informazioni relative alle origini del cane ancestrale sono rare e frammentarie. Probabilmente, come sostengono gli studiosi, il cane è stato selezionato dall'uomo partendo da una specie selvatica. A sostegno di questa tesi si fa rilevare che i cosiddetti "cani senza padrone" (vale a dire i cani inselvatichiti che vivono ai margini delle aree urbane, nei quartieri depressi delle grandi città, e che sono costretti a lottare per la sopravvivenza mangiando gli scarti alimentari dell'uomo o i rifiuti della spazzatura) si assomigliano tutti quanti. In qualsiasi parte del mondo questi soggetti liberi e inselvatichiti si accoppiano a volontà, hanno più o meno le stesse dimensioni, il colore e la lunghezza del mantello e vagano un po' ovunque. Come sostiene lo studioso americano Wayne H. Riser, professore emerito di patobiologia presso la School of Veterinary Medicine dell'Università di Pennsylvania, «questi cani rappresentano un tipo derivante da accoppiamenti incontrollati e simile al loro predecessore ancestrale. Questa ipotesi è confermata anche da Eisley, che ricorda come tutte le razze, se non selezionate e incrociate con specifici obiettivi» -osserva ancora Riser - «tornano per selezione naturale al proprio tipo originale e ancestrale. Ma guarda caso questi cani, frutto della selezione naturale senza la guida dell'uomo, sono diffusi in tutto il mondo».
Un'altra tesi sostiene che gli uomini preistorici avesseroieri depressi delle grandi città, e che sono costretti a lottare per la sopravvivenza mangiando gli scarti alimentari dell'uomo o i rifiuti della spazzatura) si assomigliano tutti quanti. In qualsiasi parte del mondo questi soggetti liberi e inselvatichiti si accoppiano a volontà, hanno più o meno le stesse dimensioni, il colore e la lunghezza del mantello e vagano un po' ovunque. Come sostiene lo studioso americano Wayne H. Riser, professore emerito di patobiologia presso la School of Veterinary Medicine dell'Università di Pennsylvania, «questi cani rappresentano un tipo derivante da accoppiamenti incontrollati e simile al loro predecessore ancestrale. Questa ipotesi è confermata anche da Eisley, che ricorda come tutte le razze, se non selezionate e incrociate con specifici obiettivi» -osserva ancora Riser - «tornano per selezione naturale al proprio tipo originale e ancestrale. Ma guarda caso questi cani, frutto della selezione naturale senza la guida dell'uomo, sono diffusi in tutto il mondo».
Un'altra tesi sostiene che gli uomini preistorici avessero
senz'altro notato le strategie di caccia adottate dal branco di lupi. Alla ricerca di ogni mezzo necessario per procurarsi il cibo, non è da escludere l'ipotesi che in qualche maniera l'uomo sia stato capace di avvicinarsi a un lupoide che lentamente è stato addomesticato. Come non è nemmeno da escludere la teoria secondo la quale alcune specie di canidi abbiano seguito l'uomo per cibarsi dei suoi avanzi. Sta di fatto che la storia dei cani selvatici e quella dell'uomo a un certo punto si sono intrecciate. Forse l'uomo ha allevato dei cuccioli di lupo o comunque del cane primitivo, rendendo domestici i primi cani di provenienza selvatica, apprezzandone le doti di procacciatori di selvaggina, ma anche di difesa e guardia.
Come detto all'inizio esistono però circa 400 razze canine, circostanza che fa ritenere più complesso il fenomeno delle origini del cane. Non per niente il processo di domesticazione dei cani è durato millenni, nel
corso dei quali l'uomo, attraverso la selezione, il diverso utilizzo, in più parti della terra e in differenti condizioni atmosferiche, è riuscito a costruire le razze attualmente riconosciute dalla FCI (Federazione cino-logica internazionale).
Vi sono soggetti che presentano caratteristiche somatiche estremamente diverse, sia nel muso che nella taglia ecc. Luomo, dunque, attraverso gli incroci di razze diverse e poi la selezione in consanguineità è riuscito a costruire le razze del cane domestico: così ha allungato e rimpicciolito la struttura corporea, accorciato il muso, raddrizzato o piegato le orecchie, eliminato le code, modificato le dimensioni e la posizione degli occhi, selezionandone il carattere, valutandone gli istinti ecc.
In pratica attraverso gli accoppiamenti selettivi l'uomo è stato capace di ottenere una enorme variabilità di soggetti che si distinguono per taglia e forma, tant'è vero che esistono cani adulti del peso di un chilogrammo e soggetti che trovano il limite superiore in circa 100 chilogrammi. Nel mondo animale questa caratteristica, che vede soggetti della stessa specie 100 volte più grandi dell'animale con dimensioni minori, è una prerogativa unica del cane. Clima, territorio e condizioni di lavoro hanno poi fatto il resto, contribuendo senz'altro a formare definitivamente molte delle attuali razze canine che si differenziano per mole e attitudini. Oggi, dopo molti studi sulla presunta discendenza del cane dal lupo o dal coyote, gli esperti sostengono che il lupo o altri canidi, quali per esempio il dingo d'Australia o lo sciacallo, sono sostanzialmente identici dal punto di vista zoologico rispetto ad alcune razze di cani domestici, tant'è vero che cani e canidi si accoppiano fra loro e la loro prole è feconda.
In questo contesto si può sostenere che i canidi sono i progenitori dei cani domestici, questi ultimi selezionati poi per le loro attitudini come cani da pastore, da gregge, da guardia e da difesa, da caccia, da compagnia, da acqua ecc., mentre i lupi sono rimasti selvatici e predatori. La domesticazione dei canidi, come si è detto sopra, è durata secoli e secoli, tanto è vero che soltanto a partire dall'Ottocento sono state definite, distinte e formate le diverse razze canine. È stato in effetti nell'Ottocento che gli allevatori hanno fissato le caratteristiche delle razze selezionando e accoppiando soggetti omogenei, trasformando così soggetti abbastanza simili per taglia, carattere, istinti ecc. in esemplari di razza poi riconosciuti dal Kennel club in seguito allo svilupparsi delle mostre canine.

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