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ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

domenica 21 giugno 2009

Le razze del gruppo 5: IL CIRNECO DELL'ETNA

IL CIRNECO DELL'ETNA



ORIGINE
Italia




CARATTERE
Resistente alla fatica, cane da caccia del coniglio selvatico.








Le origini di questa antichissima razza italiana del Meridione si perdono nella storia, anzi, nella preistoria. Già nel De natura animalium, infatti, il filosofo Aristotele (384-322 a.C.) scriveva di «un cane mediterraneo dalle orecchie aguzze». Nell'Ottocento, poi, il cinologo Keller sosteneva che il progenitore di tutti i levrieri fosse iLlevriero africano, un cane dalle orecchie erette (che si è estinto) simile al cirneco dell'Etna e al cane dei faraoni. Del cirneco dell'Etna sono inoltre disponibili testimonianze archeologiche e numismatiche: presso il Museo Pigorini di Roma viene conservato uno scheletro di un cane risalente al 1400 a.C. molto somigliante al cirneco dell'Etna e ritrovato poco sopra la città di Paterno, mentre nella collezione del Museo nazionale di Siracusa si trovano delle monete in rame del VI secolo a.C. sulle quali è incisa l'effigie della razza. Questo per dire, insomma, che la razza vanta origini antichissime. Il termine "cirneco" secondo alcuni indicherebbe razza di Cirene, mentre per altri il cirneco è semplicemente il cacciatore siciliano. Verosimilmente il cirneco dell'Etna è l'evoluzione italiana del levrieroide africano ormai estinto, progenitore anche del cirneco di Malta, dei podenghi portoghesi e del cane dei faraoni. Il cirneco è un cane di taglia media, rustico ed elegante, attento e schivo, forte e instancabile.


STANDARD


Il cirneco dell'Etna è un cane primitivo di taglia media, dalle forme eleganti e slanciate, robusto e resistente, dotato di un olfatto finissimo. La costruzione è leggera e asciutta; il tronco è quadrato; il torace è ben disceso e profondo; il ventre è asciutto, ma non molto retratto; la groppa è piuttosto inclinata; la coda è inserita bassa, di forma piuttosto grossa e uniforme in tutta la sua lunghezza, portata normalmente a scimitarra. La testa ha il profilo del cranio leggermente convesso con assi cranio-muso di pari lunghezza, appena divergenti o paralleli e separati dallo stop appena accennato. La testa è affilata come quella dei levrieri, portata sul collo arcuato. Gli occhi sono scuri, in posizione semilaterale e piuttosto piccoli. Le orecchie sono ravvicinate e inserite alte, portate erette con l'apertura rivolta in avanti, di forma triangolare con punta stretta. Il tartufo e le altre mucose sono di colore carnicino, nelle varie tonalità marrone in armonia con il colore del mantello. La pelle è fine e tesa, molto aderente al corpo. Il pelo è raso sulla testa, sulle orecchie e sugli arti, semilungo (3 cm) ma liscio e aderente alla cute sul tronco e sulla coda, di tessitura vitrea. L'altezza va da 46 a 50 cm nei maschi e da 42 a 46 cm nelle femmine. Il peso oscilla da 8 a 12 chilogrammi.

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