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"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

mercoledì 5 agosto 2009

Approfondimento: il Rottweiler e la linea di consanguineità


La consanguineità
Il primo grande Rottweiler della storia, padre di sessantatré cucciolate, fu il Sieger Lord van der Teck. Da lui nacque un altro cane di grandissima importanza, Sieger Arco von der Torfwerk, figlio di Lord e di Minna, sua sorella di cucciolata. Arco fu quindi il prodotto di uno strettissimo inbreeding, ovvero di una forte consanguineità, che molti ritengono in assoluto una cosa da evitare, ma che in realtà sta alla base di tutte le nuove razze. L'importante è usare la consanguineità con estrema oculatezza: essa infatti non crea le tare ereditarie, ma le evidenzia nel caso che già esistano. Quando però si accoppiano due soggetti consanguinei che diano assolute garanzie morfologiche e caratteriali è facile che si ottenga una discendenza di altissimo livello. Lo dimostra il fatto che Arco, per esempio, fu padre di cento cucciolate e che diede praticamente il via al vero e proprio allevamento del Rottweiler in Germania. La consanguineità può comunque essere usata solo dai grandi esperti di una razza, dopo accuratissime valutazioni: al privato che intenda far accoppiare la sua cagnina di casa conviene lavorare in consanguineità molto moderata o addirittura in out-crossing, ovvero su linee di sangue del tutto diverse. È buona norma anche chiedere consiglio all'allevatore quando si pensa di far avere una cucciolata alla propria femmina.

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