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1.012 approfondimenti su razze, alimentazione, riproduzione, comportamento dei cani. Buona Lettura

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Segnalato da Pet Magazine

"Ciao Sonia,
ti scrivo perché qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post di segnalazione per blog e siti che ci sembrano meritevoli e abbiamo incluso "Blog sul cane e i cuccioli..."
Giuseppe Pastore, redazione di Pet Magazine

giovedì 27 agosto 2009

Approfondimento: Perchè i cani si rotolano nello sporco?Spiegazioni possibili


A volte i cani hanno l'abitudine di buttarsi su qualcosa di molto puzzolente e di rotolarvisi in modo sfrenato, causando non pochi fastidi ai loro padroni schizzinosi. L'animale può far ricadere la sua scelta su una carcassa in decomposizione che ha scoperto per caso durante una passeggiata in campagna, oppure un escremento di mucca o di cavallo. Si è ipotizzato che tale comportamento sia da attribuirsi al tentativo del cane di annullare l'odore di un rivale con il proprio; infatti, osservando un cane che alza la zampa per « marcare » il territorio con l'orina, si è notato che il cane che passa subito dopo si sente costretto a mascherare l'odore precedente alzando a sua volta la zampa e orinando esattamente nello stesso punto.
Questa spiegazione, però, non è del tutto convincente. Infatti, l'odore personale che il cane può lasciare strofinandosi contro qualcosa è molto più debole di quello che imprime con l'orina o le feci. Gli «obiettivi» puzzolenti sui quali i cani scelgono di rotolarsi hanno un odore particolarmente forte, quindi, se il comportamento avesse lo scopo di mascherare detto odore, sarebbe più logico che l'animale vi orinasse o defecasse sopra generosamente. In realtà, questo non succede mai. Dunque, è evidente che, rotolandosi, il cane non sta facendo del suo meglio per mascherare la sostanza fortemente maleodorante e che quindi la spiegazione deve essere un'altra. L'ipotesi più probabile è che il cane non stia cercando di lasciare il proprio odore sulla sostanza da lui prescelta, ma che, anzi, stia facendo esattamente il contrario. In effetti, rotolandosi su uno sterco di vacca o sugli escrementi fetidi di qualche altro animale - per esempio, di un cavallo o di un cervo - il cane ricopre il proprio mantello di un odore strano. In quel modo, il nostro piccolo amico si procura un perfetto camuffamento per cacciare gli stessi animali che hanno lasciato gli escrementi. Persino una carcassa in decomposizione, anche se meno adatta a mascherarlo da «preda», diminuirà pur sempre il suo odore da predatore.
Secondo una diversa interpretazione, questa abitudine del cane di ricoprirsi di odori rappresenta un modo per fornire informazioni ad altri membri del gruppo. Se un cane, per esempio, si imbatte nello sterco di una potenziale preda, vi si rotola sopra e poi ritorna dalla sua « ricognizione » per unirsi agli altri suoi simili, forse in quel modo sta informandoli della sua magnifica scoperta e quindi incitandoli a una caccia in gruppo. Una cosa è certa: quando un cane si è rotolato nello sterco diventa estremamente interessante per i suoi consimili (anche se molto meno per gli esseri umani!), che si stringono intorno a lui e lo annusano freneticamente, cercando di decifrare quei nuovi ed eccitanti segnali odorosi. Non sappiamo, però, se allo stato selvatico questo comportamento scateni immediatamente la caccia.
Negli esperimenti condotti in laboratorio, i cani si rotolano volentieri su un'ampia varietà di sostanze fortemente odorose - dalla buccia di limone al profumo, dal tabacco alla spazzatura marcia - e questo fatto ha alquanto invalidato sia la teoria del camuffamento sia quella dell'incitamento alla caccia. In alternativa, è stato suggerito che i cani vanno semplicemente in estasi quando entrano in contatto con una sostanza fortemente odorosa, quale che sia la sua natura. E difficile accettare questa versione, ma è altrettanto arduo confutarla, quindi essa si dimostra poco attendibile. In ogni caso, vale la pena di ricordare che nell'ambiente naturale in cui si sviluppò questo tipo di comportamento l'odore più comune era senz'altro quello proveniente dallo sterco di qualche preda. Infatti, le carcasse non rimanevano in giro tanto a lungo da decomporsi e puzzare, perché venivano trangugiate molto tempo prima che questo potesse succedere. Le altre sostanze, come il profumo e il tabacco, non facevano parte della vita dei progenitori del cane. Di conseguenza, la reazione del cane moderno a questi odori può non aver alcun legame, o averne pochi, con la questione della sopravvivenza.
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mercoledì 26 agosto 2009

Approfondimento Speciale sulla Vista del cane


Ho scoperto questo studio, che secondo me dissolve tutti i dubbi e le ciarlerie sull'apparato visivo del cane. Una cosa è assodata: IL CANE NON VEDE IN BIANCO E NERO.



"I cani sono dotati di una buona vista, però essa differisce dalla nostra per molti aspetti. Si è ritenuto per lungo tempo che questi animali non potessero vedere a colori e vivessero in un mondo dipinto soltanto di bianco e di nero, ma oggi si sa che questo non è vero. In ogni caso, i colori non sono particolarmente importanti per loro. Nella retina dell'occhio di un cane i bastoncelli sono in numero maggiore rispetto ai coni, molto di più che nei nostri occhi. I bastoncelli permettono la visione in bianco e nero in condizioni di luce piuttosto fioca, mentre i coni sono impiegati per la visione a colori. Gli occhi dei cani, così ricchi di bastoncelli, si sono dunque adattati in particolar modo alla vita diurna, con periodi di maggiore intensità all'alba e al crepuscolo. Questo ritmo viene chiamato «crepuscolare» ed è caratteristico della maggior parte dei mammiferi. Gli esseri umani sono stranamente diurni e quindi non sono mammiferi tipici per quanto riguarda la visione.L'esiguo numero di coni negli occhi dei cani sta a indicare che, anche se non possono « vedere in technicolor» come gli esseri umani, questi animali sono in grado di percepire almeno qualche sfumatura di colore nei loro paesaggi canini. Si tratta di un concetto espresso molto eloquentemente da un profondo conoscitore di questo organo della vista, Gordon Walls: «Nella migliore delle ipotesi, a qualunque animale seminotturno provvisto di occhi ben forniti di bastoncelli (come il cane), anche la più ricca luce spettrale apparirebbe come una sequenza di delicate sfumature pastello di dubbia identità». Certo, però è meglio vedere qualche tinta pastello che non vederne affatto ed è bello pensare che i nostri piccoli amici possono condividere con noi certe sfumature di colore quando passeggiamo insieme in campagna.
In condizioni di luce insufficiente, i cani hanno un vantaggio su di noi: infatti, nella parte posteriore dell'occhio essi sono provvisti di uno strato chiamato tapetum lucidum che permette loro di intensificare l'immagine e di usufruire maggiormente della luce nel caso che questa sia insufficiente. Come nei gatti, dotati dello stesso meccanismo, anche nei cani gli occhi brillano nell'oscurità.
Un'altra differenza tra gli occhi dei cani e i nostri sta nel fatto che i loro sono più sensibili al movimento e meno ai dettagli. Se un cane si trova a una certa distanza da qualcuno o qualcosa che in quel momento non si sta muovendo, la persona o l'animale in questione diventa praticamente invisibile per Lui: ecco perché molti animali da preda si bloccano e rimanGono immobili quando si sentono minacciati, invece di fuggire. E stato dimostrato per mezzo di esperimenti che se il padrone di un cane rimane immobile a una distanza di trecento metri dal suo animale, quest'ultimo non riesce a vederlo. Se, invece, l'uomo si trova a circa due chilometri di distanza e manda dei segnali al suo cane (poniamo il caso, per esempio, di cane pastore) quest'ultimo lo può vedere chiaramente. Naturalmente, questa capacità di percepire il movimento è estremamente importante per il cane che vive allo stato selvatico e deve procurarsi il cibo inseguendo a lungo la sua preda: quando 'animale è in fuga, il cane deve aguzzare al massimo la vista.
Un altro vantaggio di cui gode il cane da caccia è il maggiore campo visivo. Una razza con il muso affilato come quello del levriero ha un angolo visuale di 270°, mentre un cane più « standard » arriva a 250°. I cani con il muso piatto hanno una visuale più ristretta, comunque sempre maggiore di quella degli esseri umani che hanno un campo visivo di soli 180°. Questo significa che i cani possono individuare piccoli movimenti che hanno luogo in un « paesaggio » più ampio, però al tempo stesso hanno una visione binoculare più ristretta - metà della nostra - quindi non sono bravi come noi nel valutare le distanze.

Igiene del cane:Cura delle Orecchie,degli Occhi, delle Unghie...e..


"........Cura delle orecchie
Il condotto uditivo dei cani con orecchie pendenti va pulito con regolarità, perché è facilmente soggetto a patologie, come l'otite. Dopo aver depilato il bordo del condotto, si introducono alcune gocce di olio di mandorle dolci, oppure un prodotto veterinario specifico per la pulizia delle orecchie. Un massaggio vigoroso alla base dell'orecchio rimuove il cerume, che si asporta agevolmente con un batuffolo di cotone.

Cura degli occhi
Alcune razze (ad esempio Barboni, Bichon) hanno spesso gli occhi lacrimosi. Il problema può essere cronico ed esigere cure quotidiane. Il bordo interno degli occhi va asciugato ogni mattina con l'aiuto di una garza pulita imbevuta d'acqua tiepida o di una soluzione oculare antisettica. Generalmente, la secrezione è sierosa, ma se dovesse presentarsi spessa e opaca, occorre consultare subito un veterinario.

Unghie troppo lunghe
Il cane sedentario ha la possibilità di usare le unghie solo sul pavimento o sulla moquette di casa. Si rende quindi necessario tagliargliele usando una pinza speciale. Occorre fare attenzione a non accorciarle troppo e a non farle sanguinare. In genere, è consigliabile far compiere l'operazione dal veterinario, perché in sua presenza il cane rimane intimidito e più tranquillo.

Ghiandole anali
Queste ghiandole lubrificano il retto tramite delle secrezioni. Quando non spurgano normalmente, si ostruiscono, irritano la zona anale e possono causare degli ascessi. In questi casi il cane si strofina per terra o si mordicchia la base della coda. Bisogna allora munirsi di una falda di cotone e premere delicatamente i bordi dell'ano da ambo le parti per svuotare le ghiandole.

L'igiene del cane: il bagnetto


Non è necessario fare il bagno al cane più di una o due volte all'anno, a meno che si sia ricoperto di sostanze maleodoranti (fango, grassi). L'applicazione sistematica di shampoo finisce per asportare le naturali sostanze che impermeabilizzano la pelle e il pelo; l'animale lavato troppo spesso diventa perciò più sensibile alle affezioni dermatologiche. È quindi preferibile sciacquarlo con acqua pura piuttosto che usare lo shampoo. Se si bagna regolarmente in mare, è bene fargli la doccia subito dopo ogni bagno per eliminare la salsedine. Prima di essere immerso nella vasca, il cane deve essere spazzolato e pettinato. Bisogna proteggere i suoi occhi, se sono sensibili, con una pomata all'acido borico. Quanto ai condotti uditivi, si riempiono di cotone, per evitare che il sapone si insinui all'interno di essi. Lo shampoo va utilizzato in piccole dosi, e il risciacquo dovrà essere accurato. Se fa freddo, si asciugherà il cane con un asciugacapelli posto a una buona distanza perché non bruci. Se la temperatura è mite, lo si farà correre al sole. Il cane non deve essere mai profumato, perché il suo odorato ne sarebbe alterato.

La Toeletta del cane


"Spazzolatura frequente
Per il pelo lanoso e arricciato (Barbone), sono necessarie cure quotidiane: è preferibile usare un cardatore, costituito da una placchetta di metallo munita di un piccolo manico sul quale sono fissati dei dentini di metallo.
Per il mantello setoso, come, ad esempio, quello di un Épagneul o di un Levriero Afghano, si adopera una spazzola a punte arrotondate. Per evitare la formazione di nodi, si solleva il pelo aggrovigliato in ciuffi e lo si pettina, separandolo dolcemente.
Spazzolatura accurata
I cani a pelo lungo e sottopelo folto (ad esempio, Briard, Terranova) sono toelet-tati con una striglia: la spazzolatura va fatta da dietro in avanti sul dorso e dal davanti all'indietro sui fianchi. Il pettine serve poi a sbrogliare ogni nodo resistente. È necessario ripetere l'operazione dopo ogni passeggiata, per scoprire l'eventuale presenza di parassiti o di spighette ai bordi delle orecchie o tra le dita. Non bisogna assolutamente dimenticare di pettinare l'interno del padiglione auricolare e delle cosce.Se ¡1 cane appartiene a una di quelle razze che ha i peli che ricadono sugli occhi (Yorkshire-Terrier), potete accorciarli con l'aiuto di forbici da parrucchiere."

Igiene quotidiana del cane


Il cane subisce due mute, una in primavera e l'altra in autunno, durante le quali si accelera la caduta del pelo. Nel corso dell'anno è bene spazzolarlo il più possibile, soprattutto se l'animale è a pelo lungo. Il cucciolo possiede una pelliccia meno fitta dell'adulto: una spazzola morbida basta per mantenerlo pettinato. Se si tratta di un soggetto adulto a pelo raso (ad esempio, Bassotto, Boxer), per liberarlo dalla polvere è sufficiente un guanto o una pelle di daino umidi, quindi si passa un asciugamano asciutto. Un cane a pelo duro, come il Fox-Terrier o lo Schnauzer, va pettinato con una spazzola di metallo flessibile o di setole (di maiale); il pelo si può districare con l'aiuto di un pettine d'acciaio. Si tolgono poi i peli morti con un apposito pettine da depilazione.

I Cuccioli: I segnali lanciati dalla scarsa igiene



"Normalmente il cucciolo dimostra di essere pulito dall'età di quattro mesi. Oltre i sei mesi, la mancanza di pulizia è segno di una cattiva educazione o di problemi più o meno importanti. Quando appare in un cane già autonomo, la mancanza di pulizia richiede la visita di un veterinario. Il caso più grave è quello in cui il cane fa i propri bisogni durante il sonno; nel cucciolo di più di otto settimane tale problema è segno di una grave depressione."





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Il Cucciolo: Come insegnare


"La punizione deve essere immediata, perché un rimprovero fatto due ore dopo non serve assolutamente a nulla, se non ad agitare l'animale che non può capirne la ragione. Il miglior modo di punire le 'disobbedienze' consiste nel prendere il cucciolo per la pelle del collo e scuoterlo come farebbe la sua mamma. Una buona punizione deve essere accompagnata da una parola, che sarà sempre la stessa quando si cercherà di vietargli qualcosa: «NO!».
Mettere il muso del cucciolo nei suoi bisogni non è una punizione, perché ciò che l'uomo trova ripugnante non lo è necessariamente per il cane......"


La Pulizia del Cucciolo


"Il cucciolo neonato è incapace di espletare da solo le proprie esigenze fisiologiche, perché i suoi sistemi nervoso e muscolare non sono ancora completamente sviluppati. È dunque la madre che provoca in lui l'espulsione degli escrementi leccando l'addome del cucciolo. All'età di tre settimane, il cucciolo comincia a controllare gli sfinteri, ma non ha ancora consapevolezza di ciò che deve fare.

Consigli per i neonati
Se il vostro cane è un neonato che nutrite con il biberon:
• ricordatevi che il suo sistema nervoso non è completamente sviluppato e che, quindi, non può fare i suoi bisogni da solo. Munitevi dunque di una spugna, bagnatela con acqua tiepida e passatela sull'addome dell'animale;
• rammentate pure che, fra le tre e le sette settimane, dovrete essere molto indulgenti, dato che non potrete ancora esigere in quel periodo l'osservanza ottimale delle norme di pulizia.


Prendere buone abitudini
A otto-dieci settimane il cucciolo è pronto a cambiare ambiente; se è già stato seguito dall'allevatore nella prima educazione, sarà opportuno adottare lo stesso metodo nella nuova casa, anche per semplificare gli inizi della convivenza. Educare un cucciolo non è mai un problema semplice e risolverlo può richiedere alcuni mesi.
Ci sono alcuni basilari consigli, adattabili a tutti i cuccioli: innanzitutto ricordarsi che il cucciolo farà la maggior parte dei 'bisognini' appena si sveglia e dopo aver mangiato, è quindi utile prenderlo subito in braccio e 'depositarlo' nel posto giusto, lodandolo e accarezzandolo quando farà il proprio dovere.
Quando capita l'incidente per cui la pipì o le feci vengono depositate dove non si deve, il cucciolo deve essere sgridato con fermezza, con un tono di voce che non lasci dubbi che ha fatto una cosa spiacevole.Quando non viene colto sul fatto è inutile punirlo ma, dal momento che la maggior parte dei cuccioli capisce abbastanza velocemente quando ha combinato qualcosa di sbagliato, mantenere un tono indifferente e sostenuto, senza ricambiare le feste, aiuta comunque nell'educazione. Quando il cucciolo sarà debitamente vaccinato e avrà imparato ad andare al guinzaglio saranno le tante passeggiate nell'arco della giornata che lo aiuteranno a capire qual è il punto giusto per i bisognini, anche grazie agli stimoli odorosi lasciati da altri cani.


LA SPORCIZIA, UN PROBLEMA DA RISOLVERE
Se il vostro cane improvvisamente non sa più disciplinare i propri bisogni, fatelo visitare dal veterinario per essere sicuri che non sia affetto da alcuna patologia. Se questo inconveniente si verifica nel cane anziano, può essere un segno di problemi organici o di depressione.







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I Cuccioli: Sverminazione e vaccinazione



È imperativo per la salute del cucciolo e per una crescita corretta che queste due importanti operazioni vengano effettuate nei primi 2 mesi di vita. Oggi, grazie alla presenza sul mercato di farmaci vermifughi di eccellente formulazione, la prima sverminazione si può effettuare già all'età di 15-20 giorni. Questa operazione è necessaria perché i parassiti tipici del cucciolo, gli ascaridi, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono trasmessi dalla madre durante la vita fetale tramite una migrazione transplacentare di larve e - secondo studi recenti - anche attraverso il latte. Ulteriori sverminazioni possono essere effettuate a distanza di 20-25 giorni, fino a che non si è certi di aver completamente debellato la parassitosi. La prima vaccinazione si effettua verso i 40-50 giorni. Prima di questa età i cuccioli sono protetti dall'immunità materna, più tardi sono a rischio di contrarre gravi malattie, soprattutto quando si verificano cambiamenti d'ambiente. La prima vaccinazione deve coprire almeno i rischi di cimurro e parvovirosi, che sono le malattie più temibili a questa età. Le vaccinazioni successive, che si effettuano a intervalli di circa 20 giorni, saranno più complete contro l'epatite, la tosse dei canili, la leptospirosi.

Lo svezzamento



Lo svezzamento, cioè il passaggio dall'alimentazione puramente lattea a una solida e più completa deve essere progressivo, sia che si opti per la dieta tradizionale, a base di carne, cereali e verdure, sia che si opti per la dieta a base di alimenti completi preconfezionati secchi (crocchette). Inizialmente l'alimento viene frullato, e via via diverrà sempre più denso fino ad arrivare ai 2 mesi di età del cucciolo, periodo in cui sarà in grado di mangiare qualsiasi alimento. È bene che la formulazione della dieta venga effettuata con il consiglio di allevatori e veterinari esperti, calibrata in base alle esigenze di ogni singola razza.

L'allattamento


Ecco alcuni consigli per le emergenze, qualora non fosse possibile per mamma cane, allattare i propri cuccioli dall'inizio...

"I cuccioli che hanno bisogno di questo tipo di intervento di rianimazione sono anche i più lenti a imparare ad attaccarsi alla mammella per succhiare il primo latte di vitale importanza; di conseguenza anche in questa operazione andranno pazientemente aiutati.
II primo latte secreto dalle ghiandole mammarie dopo il parto viene chiamato colostro. È leggermente giallognolo e denso e la sua importanza risiede nella grande quantità di anticorpi materni che possiede e che vengono trasmessi ai cuccioli, per acquisire quella carica immunitaria (in parte già acquisita durante la vita fetale attraverso la placenta) che permetterà loro di superare eventuali infezioni nei primi giorni di vita. È molto importante che i cuccioli consumino al più presto il colostro in quanto solo nelle prime 24 ore gli anticorpi vengono assorbiti dalle pareti dell'intestino del cucciolo. Il latte materno è l'alimento fondamentale, completo e unico delle prime settimane di vita, ricco di tutti gli elementi nutritivi necessari a far crescere bene un cucciolo in questo periodo. Purtroppo può capitare che si debba ricorrere all'allattamento artificiale quando la madre perde il latte o il numero dei cuccioli è molto elevato. In quest'ultimo caso, in base alla quantità di latte materno a disposizione, l'allattamento potrà essere interamente artificiale o di tipo misto.In commercio esistono diversi tipi di latte artificiale pronti, in polvere, o già diluiti; oppure si può ricorrere a un latte 'casalingo' cui si aggiunge tuorlo d'uovo, panna, miele, in proporzioni ben precise. È utile per questo farsi consigliare da veterinari, per non correre il rischio di provocare al cucciolo indigestioni, che possono anche essere fatali. Per il latte artificiale si utilizza un biberon; importante è la scelta della tettarella che varia a seconda delle dimensioni del cucciolo: troppo grande o troppo piccola non stimolerebbe il riflesso di suzione. Normalmente dopo 20-25 giorni i cuccioli dovrebbero essere in grado di leccare il latte dal piattino. Inizialmente la poppata va somministrata ogni 2-3 ore; dopo la prima settimana aumenta progressivamente l'intervallo tra le poppate, fino ad arrivare a 4 pasti giornalieri verso i 30-35 giorni, quando inizia lo svezzamento.

Torniamo agli albori: la nascita dei cuccioli e il cordone ombelicale


Metto questo studio, specialmente per chi non è un allevatore esperto e si trova nella situazione di aiutare, magari, la propria cagnola a partorire. Bisogna essere pronti a tutte le eventualità. Anche alla possibile rianimazione di un cucciolo...


"E' fondamentale che tutti coloro che intendono far riprodurre il proprio cane siano consapevoli dell'importanza della crescita di una cucciolata, affrontando quindi la scelta con serietà e oculatezza, affidandosi ad allevatori e veterinari esperti, senza prendere decisioni con leggerezza, magari solo per il desiderio di far 'vedere i cuccioli al bambino', come purtroppo spesso accade.

La rianimazione del cucciolo
Normalmente mamma-cane è autosufficiente e in grado di espletare istintivamente, anche al primo parto, operazioni quali la rottura dei sacchi amniotici, il taglio del cordone ombelicale, il leccamento dei cuccioli - azione importantissima per asciugarli -, la pratica del massaggio leggero (fondamentale per stimolare i primi atti respiratori), e poi indirizzare i cuccioli verso le proprie mammelle per il primo importante pasto( la somministrazione del colostro, o primo latte, che fornisce al cucciolo i primi anticorpi...ndr). Successivamente mamma-cane pulirà bene la cuccia, mangiandosi tutti gli invogli fetali e le placente. Questo è un comportamento comune a tutti i canidi selvatici per tenere pulita la tana e non attirare i predatori nel momento di maggior vulnerabilità della prole. Ma non sempre tutto va come dovrebbe andare ed è opportuno che il proprietario (o la persona cui l'animale è più legato) assista la 'mamma' nel delicato momento del parto per individuare velocemente i problemi che si possono presentare e aiutarla tempestivamente. Se non si rompe subito il sacco amniotico il cucciolo rischia di inalare liquido amniotico e morire soffocato, quindi bisogna provvedere a lacerare il sacco con le mani e liberare da eventuali liquidi le narici del cucciolo, o tenendolo a testa in giù, o soffiando nelle narici delicatamente, cercando di farlo piangere. Se la mamma non è ancora in grado di interessarsi al cucciolo, bisogna sfregarlo delicatamente, asciugarlo e aiutarlo nei primi atti respiratori: non è facile in questa sede dire quanto energicamente o delicatamente è opportuno sfregarlo, poiché è solo l'esperienza che può suggerire come e quando procedere in un certo modo.

TAGLIARE IL
CORDONE
OMBELICALE

Per tagliare il cordone
ombelicale senza far correre rischi al cucciolo, occorre fare un'allacciatura vicino all'addome, poi recidere il cordone alla distanza di un centimetro circa dal nodo.

lunedì 24 agosto 2009

Il Labrador e le Origini dell'addestramento


Fin dai primordi l'Homo sapiens, come abbiamo visto, sfruttò la presenza dei branchi di canidi intorno al gruppo umano, per trarne dei benefici: protezione, appoggio nella caccia ecc. Ci sembra facile pensare che questi primi rapporti non fossero altro che tentativi di addestramento, vale a dire enfatizzare le caratteristiche di una specie a fini prettamente utilitaristici. Se il branco latrava, erano in arrivo predatori, se il branco cacciava, si poteva sperare nella raccolta di prede. E così via.
I primi uomini che accostarono cuccioli di cane ai loro piccoli introdussero nel loro branco parti del branco canino utile per la guardia e il gioco. Di fatto, da allora in poi la convivenza di queste due specie si fece sempre più stretta, in quanto uomo e cane dipendevano per la reciproca sicurezza gli uni dagli altri. Dove il cane trovava cibo, ripagava procurandone egli stesso. Ove l'animale cercava protezione, a sua volta ne offriva.
Non ci sembra strano affermare che le due specie si siano andate addestrando reciprocamente in modo positivo. Trovo cibo, ti cedo cibo. Sfuggo le intemperie, ti offro calore. Ti proteggo, mi tuteli.
Questa prima fase rudimentale di addestramento inseriva, nella vita di entrambe e specie, un elemento importante: se l'una evidenziava e enfatizzava le qualità dell'altra, entrambe miglioravano la loro qualità di vita. Cerchiamo di spiegare meglio. I primi uomini scoprirono che il branco di canidi, che timoroso si accostava al loro villaggio, si agitava e combatteva all'arrivo dei predatori allontanandoli. Rimaneva, però, volentieri presso l'agglomerato umano, attirato dai resti di cibo e dalla protezione del fuoco. Due funzioni quindi, pulizia e guardia, utili all'uomo. I cani, d'altra parte, individuarono nel villaggio la possibilità di trovare cibo, riscaldamento, collaborazione nella caccia e nella difesa dai predatori. Ecco quindi che per rafforzamenti positivi le due specie andavano sempre più fondendosi e abituandosi al reciproco utilizzo.
Questo è appunto l'addestramento: la ricerca di qualità naturali e istintive di una specie ai fini utilitaristici di un'altra specie, più intelligente e capace. I primi uomini, infatti, non solo attiravano questi animali con il cibo per averli intorno ai villaggi, ma sicuramente, ne avevano anche una certa soggezione perché ne temevano l'aggressività. Nei primi esseri umani, seppur primitivi, la forza era supportata anche da uno sviluppo intellettivo tale da assoggettare con facilità le altre specie. E importante quindi constatare che ove l'uomo sappia usare una saggia dominanza, il cane di fatto si adegua. Se poi l'uomo in questione è capace di dominare il capo del branco (cane alfa), ha assoggettato l'intero branco.
Ci sentiamo di affermare a questo punto, che è stato (ed è) un comportamento da uomo intelligente dominare e tranquillizzare i propri cani per ottenerne i migliori servigi. Estendendo il concetto alle nostre attività sociali, si tratta di imparare a gestire persone e situazioni.






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Il Labrador e i difetti rispetto allo standard



Ogni deviazione dallo standard è da considerarsi un difetto che va penalizzato secondo la gravità.
Pare evidente che qualsiasi elemento discorde da quanto finora descritto falserebbe l'immagine di razza.
Tuttavia, ci sembra importante sottolineare la gravità di difetti strutturali, come una spalla dritta, gambe troppo lunghe, orecchie inserite troppo alte, code sottili e ricurve, mancanza di sottopelo; inficerebbero effettivamente la funzionalità.
E altrettanto vero che la presenza di occhio chiaro e la mancanza di un premolare, non ci sembrano danneggiare eccessivamente l'azione. Inoltre, una leggera ondulazione del pelo, denota spesso particolare abbondanza di
sottopelo, quindi non troppo penalizzabile data l'evidente funzionalità.

Nota
I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale, ben discesi nello scroto.
Ai fini della riproduzione e della selezione, ci sembra evidente la necessità dell'integrità dell'apparato riproduttivo. Inoltre, il pericolo di degenerazione in forme tumorali dei testicoli eventualmente ritenuti insidierebbe la salute del cane.

Labrador: Funzionalità delle Caratteristiche della razza


Mantello.....
Caratteristica della razza. Pelo corto e fitto,senza frange ondulate, piuttosto duro al tatto. Sottopelo resistente all'umidità.
È questa una caratteristica della razza, in cui l'involucro, vale a dire il mantello, riveste un ruolo determinante per la funzionalità nei vari ambienti (bosco, acqua, neve, ghiaccio) dove l'animale generalmente agisce. Inoltre, tale pelliccia contribuisce appieno ad offrire quest'immagine di «solida rotondità» che li distingue da altre razze.

Colore
Nero uniforme, fulvo, cioccolato. Il fulvo varia dal crema chiaro al rosso volpe. Ammessa una piccola macchia bianca sul petto.
Ove il nero sembra sia stato il colore dominante negli anni della prima selezione spontanea. Potremmo dire che la melanina meglio proteggeva i primi soggetti in ambienti ostili? E' interessante affermare che i colori scuri avessero già dagli inizi una loro particolare funzionalità. Comparve il fulvo più tardi, proprio perché apparentemente più delicato
.

Taglia
L'altezza ideale al garrese e di 56-57 cm per i maschi, 54-56 per le femmine.
Va detto che la compattezza di costruzione di questo cane richiede comunque misure raccolte e armoniche. Il baricentro basso, non essendo mai la lunghezza delle gambe eccessiva, dà l'immagine di un rettangolo ove il rapporto tra base e altezza scarta di pochi centimetri, e permette grande galleggiabilità e potenza nell'azione.

Labrador e la Funzionalità dello Standard di razza


Arti anteriori

Spalle lunghe e oblique. Arti dalla buona ossatura, perpendicolare al suolo, dal gomito al piede, visti sia dal davanti che di profilo.
Non è difficile immaginare la fluidità e la potenza che possono scaturire da questa conformazione, dove l'appoggio solido di arti forti e diritti è sostenuto dalla possente muscolatura e dall'effetto ammortizzante della struttura omero-scapolare angolata a 90°, da cui emerge la potente incollatura di cui sopra. Tale costruzione permetterà all'animale anche di correre senza impaccio a testa bassa seguendo gli effluvi del terreno, afferrare con rapidità la preda e sollevarla al di sopra di eventuali ostacoli fino alla consegna. Nuotare agevolmente senza produrre spruzzi.

Tronco

Torace ampio e disceso con costole ben arcuate a botte. Linea del dorso dritta. Reni larghe compatte e forti.
L'apparato muscolo-scheletrico prima descritto prosegue armoniosamente nel resto del corpo nel suo insieme costruito per contenere un sistema cardio-respiratorio da «fondo». Vale a dire un animale come una macchina da rally, piuttosto che da corsa, mediamente veloce, tenace e potente, con capacità di perseguire, inspirando in corsa, piste odorose su terreni difficili o in acqua, elemento nel quale la linea del dorso e la potenza delle reni favoriscono la galleggiabilità.

Posteriore
Ben sviluppato, non inclinato verso la coda, ginocchia ben flesse, garretti ben angolati perpendicolari al suolo. Da evitare garretti vaccini.
Tutta la potenza è infatti racchiusa in questa costruzione la cui spinta fa da propellente alle funzioni dell'anteriore e garantisce una totale presa su qualsiasi terreno e in acqua.

Piedi
Rotondi e compatti. Dita ben arcuate e cuscinetti plantari ben sviluppati.
E evidente l'importanza, per l'animale che andiamo descrivendo, di avere basi sicure. Vale a dire estremità capaci non solo di sostenere bene il peso dell'intero corpo, ma di agire come ottimi ammortizzatori. A terra il piede avrà presa su ghiaccio, neve, fango ecc.; in acqua la sua articolata funzione (dita palmate) ricorderà il movimento di quello dell'anatra.


Coda
Caratteristica della razza. Molto grossa verso la base, si assottiglia gradualmente verso la punta; di lunghezza media, è senza frange, ma ricoperta tutt'intorno da un pelo fitto e folto, che le dà quell'aspetto arrotondato di coda di lontra. Può essere portata allegramente, ma mai arricciata sul dorso.
Essa è veramente un ottimo timone utile a rapide virate in acqua, come la pinna caudale (la copertura di fitto pelo) di un pesce. Questa coda da lontra svolge un'importante funzione di equilibrio durante l'azione a terra. La sua struttura è dotata di un importante muscolo adduttore inserito perpendicolarmente all'ampia costruzione renale di forte spinta in acqua e a terra.

Andatura e movimento

Sciolti, con falcate adeguatamente ampie con arti diritti solidi e paralleli, visti sia dal davanti che dal didietro.
Qui fisicamente è descritta l'azione in cui potenza ed eleganza permettono all'animale di coprire molto terreno senza molto sforzo, sia con il naso a terra seguendo la pista sia a testa alta nel trasporto di un peso.

Labrador e standard: morfologia del cranio e delle sue componenti


Testa e cranio
Cranio largo, stop ben definito. Testa ben modellata, asciutta, senza guance carnose. Mascelle di lunghezza media, poderose e non aguzze. Tartufo largo con narici ben sviluppate.
Questa testa pulita nei tratti ben delineata, ampia ma non pesante, senza eccesso di pelle e di labbra, oltre a racchiudere un buono sviluppo cerebrale a vantaggio dell'intelligenza dell'animale, è un ottimo strumento di lavoro capace di sollevare prede di abbondante peso senza danneggiarle, né sbavarle. La forza di mascelle ben strutturate permette il recupero di reti da pesca o imbarcazioni. L'ampiezza dell'apparato esterno respiratorio permette un raffinato uso delle cavità nasali per discernere molteplici effluvi diversi, rendendo questo cane il migliore nella cerca di svariate sostanze.

Occhi
Di grandezza media, colore marrone o nocciola; espressione buona e intelligente.
Funzionalità:
La conformazione dell'occhio non è eccessiva né sporgente per non essere esposta durante la caccia a rovi o altri impedimenti, dove il colore pur rivestendo minore importanza funzionale contribuisce ad esaltare la dolce e intelligente espressione del muso di un cane che, appunto, è scevro da qualsiasi aggressività.

Orecchie

Né larghe, né pesanti portate pendenti vicino alla testa e portate un po'arretrate.
Oltre ad una funzione prettamente estetica che accentua ancor più la sensazione di un'indole particolarmente disponibile, le orecchie nella loro struttura e postura difendono l'apparato uditivo da ostacoli esterni e dall'acqua in caso di lavoro in quest'elemento.


Bocca
Mascelle e denti forti. Dentatura completa regolare, chiusa a forbice, cioè con gli incisivi superiori sovrapposti e aderenti a quelli inferiori, perpendicolari alle mascelle.
Di nuovo qui si offre un'immagine di strumento adatto ad uno specifico tipo di lavoro, solo con questa struttura si può ottenere il sollevamento e la tenuta di oggetti o cacciagione pesante senza che questi vengano danneggiati o imbrattati di bava.

Collo
Di bella linea, forte, poderoso, attaccato a spalle ben posizionate.
Sempre più vediamo delinearsi e precisarsi la struttura come importante strumento di lavoro. La prima leva che supporta il lavoro delle mascelle è appunto questo collo muscoloso. Utile anche per fendere e uscire completamente dall'acqua, durante il nuoto, a scrutarne il fondo. Tuttavia non troppo lungo perché sia forte abbastanza per sollevare e trascinare prede pesanti. Pulito da giogaie o eccessi di pelle per garantirne l'incolumità nel superamento di ostacoli. La posizione delle spalle, qui accennata, si rivelerà nella descrizione successiva come suo indispensabile supporto.

Il Lbrador: Standard di razza,Caratteristiche,Temperamento


Va detto a questo proposito che lo standard di una razza racchiude i motivi stessi per cui questa è stata selezionata. Vale a dire che quei canoni individuati come esteticamente «belli», non sono altro che caratteristiche fisiche di supporto alle capacità mentali e allo scopo per cui una razza viene selezionata. Possiamo esemplificare dicendo che un bassotto è tale perché fisicamente adatto ad introdursi in tane profonde e il suo fisico piccolo e sottile si accompagna a una tenace aggressività capace di stanare predatori come volpi e tassi. Un levriero dalla lunga falcata e dall'elegante velocità sarà adatto all'inseguimento di prede altrettanto veloci e scattanti come lepri o ungulati. Un confronto tra queste due razze evidenzia l'impossibilità di una di svolgere l'attività precipua dell'altra.
Entriamo nel vivo del labrador, perché lo studio anche fisico dello standard ci permetterà di capire meglio come indirizzarne il futuro addestramento


Aspetto generale

Di costruzione robusta, compatto, molto attivo. Il cranio ampio, petto e costato ampi e profondi. Reni e treno posteriore larghi e forti.
Ecco un cane che possa intraprendere con facilità una lunga «cerca» in terreno impervio o in acqua fredda senza accusare eccessivo disagio. La facilità all'azione lo spingerà a sfruttare al massimo le sue potenzialità fisiche. Il cranio è ampio, utile non solo a contenere un cervello di buone dimensioni ma anche, assieme alla costruzione a botte del torace, a favorire il galleggiamento e il superamento di ostacoli materiali. La forza, poi, del treno posteriore e l'ampiezza delle reni si uniscono alla struttura anteriore del corpo per accentuare la galleggiabilità in acqua, la potenzialità nella corsa e nel nuoto, la capacità di spingere l'animale nel suo lavoro di recupero in qualsiasi situazione.

Caratteristiche
Molto agile, di buon carattere. Fiuto eccellente. Bocca morbida. Amante dell'acqua. Adattabile, devoto compagno.
Riconosciamo l'essenza della razza in una struttura atletica, la dolcezza del comportamento, scevra da aggressività, eventualmente dannosa ai compiti da svolgere (recupero di cacciagione ferita o viva). Annotiamo anche qualità specifiche che esaltano l'elevata specializzazione: capacità di non uccidere o danneggiare il selvatico, attitudine all'elemento liquido, parte integrante del suo campo di lavoro. Capacità, per totale devozione al padrone, di adattarsi a situazioni ambientali anche disagevoli (attesa in botte, lavoro in acqua ghiacciata, cerca di tracce nella neve, con cibo frugale di sostegno), che non ne arrestano l'efficienza.


Temperamento

Di fatto, la sua indole assolutamente socievole si associa ad un coraggio fisico e mentale notevoli per un cane che non conosce la vera aggressività predatoria verso altri esseri viventi. Ecco perché una buona predazione affianca comunque le già citate qualità apparentemente contraddittorie di bocca morbida e desiderio di compiacere. Potremmo chiamarlo estremo autocontrollo.

Labrador: Selezione genetica e addestramento



Possiamo immaginare l'entusiasmo dei primi cinofili che colsero le qualità di questi cani e intrapresero l'arduo compito di differenziare tra queste razze spontanee quelle che poi avrebbero dato origine ai retriever di oggi. Sappiamo dai primi pedigree che, tuttavia, furono in particolare due le prime razze che contribuirono a fissarsi e differenziarsi, strettamente collegate fra loro all'inizio: il flat coated retriever e il labrador retriever.
Si prenderà spesso in esame l'addestramento di questi cani e benché sia noto che l'intero gruppo delle razze retriever svolga medesime prove di lavoro e sia quindi sottoposto a metodi di addestramento simili, la maggiore attenzione sarà per il Labrador.
Anche se l'addestramento risulta essere simile, l'approccio con ognuna delle cinque razze dovrà essere leggermente diverso perché diverse sono le loro sensibilità.

Va da sé che quello che andremo a descrivere è la razza nella sua essenza più perfetta.
Quella che la selezione ci impone e che passa fra le mani prima di tutti dell'allevatore. L'Allevatore, sì...ancora lui in primo piano, ovviamente.Perchè che non potremmo in alcun modo inoltrarci nell'addestramento sperando in risultati soddisfacenti se a monte il selezionatore non ha fatto un attento lavoro di raccolta di quelle qualità che fanno appunto la razza.

Il cane che ci troviamo di fronte, pur con le differenziazioni di temperamento che ogni soggetto giustamente possiede alla nascita, sarà fisicamente sano, solido muscolarmente anche nelle prime settimane di vita. La sua struttura fisica corrisponderà il più possibile allo standard di razza che così bene ce ne spiega la funzionalità psico-fisica. Le potenzialità in quel cucciolo, ben integrato nel piccolo branco della cucciolata e già ben socializzato con l'uomo, saranno l'addestrabilità (desiderio di far piacere al padrone), la curiosità mista ad una buona autonomia, il coraggio fisico legato ad un'attenta prudenza e una pronta capacità tutta umanoide di studiare le persone e gli animali circostanti. Farà parte del suo bagaglio genetico un naturale istinto alla predazione e al riporto, qualità queste imprescindibili per il futuro addestramento.
Le attitudini, quindi, del labrador, ben descritte anch'esse nello standard di razza, hanno base prettamente atavico-ereditaria. Di nuovo, quindi, enorme la responsabilità del selezionatore perché queste non vengano perse ma, anzi, rimangano fissate per mantenersi e trasmettersi alle generazioni future. L'addestramento che ne seguirà sarà di supporto e di arricchimento per il lavoro dell'allevatore perché servirà soprattutto a mettere in luce e a mantenere attive le preziose caratteristiche di questo cane.

Approfondimento: Origini Genetiche del Labrador -2


Riassumendo, quindi, i primi retriever da cui a noi piace pensare sia derivato il labrador, erano cani di mezza taglia, a pelo folto, a volte semiondulato, con ricco sottopelo, un leggero strato d'adipe sotto la pelle, forte ossatura con solidi muscoli da nuotatore, una coda a timone e il piede tondo da gatto, come molti cani nordici, per far presa sulla neve e sul ghiaccio grazie ai cuscinetti ben sviluppati. Tutte queste qualità strutturali si accompagnavano a una forte predisposizione all'obbedienza, al rispetto verso interi gruppi di uomini, facilità a comprendere quindi il linguaggio umano, con tuttavia uno spiccato istinto a risolvere autonomamente problemi vitali e una caparbia perseveranza nell'ottenere il risultato desiderato fino a pescare da soli con notevoli capacità di apnea subacquea.

Approfondimento sul Labrador: le Origini genetiche


Come sappiamo, i primi uomini, improvvisatisi pescatori sui pescherecci dei piccoli armatori di allora, provenivano perlopiù dalle attività rurali dell'Inghilterra e delle regioni continentali affacciate sull'Atlantico (Portogallo e Francia). I primi cani che li affiancavano avevano anch'essi la stessa provenienza, «cane di St. John», segugio del Devon, cane di Castro Laboreiro ecc., razze utilizzate fino a quel momento per la caccia, il controllo del territorio e la pastorizia.
Alla luce di tempi più recenti, secondo Mary Rosslin Williams, si pensa a intromissioni nella razza anche del fox-hound, del border collie e di soggetti molossoidi.
La fusione spontanea di tutte queste razze così diverse nasceva dal fatto che quegli uomini, spinti alla nuova attività di pesca per necessità — come già detto — utilizzavano i cani che avevano e di cui conoscevano l'affidabilità. Una prima selezione si produsse sul campo. Vale a dire che di quei cani sopravvissero solo soggetti probabilmente già incrociati, di cui spiccavano le qualità necessarie:
— temperamento;
- totale addestrabilità;
— capacità di rapido apprendimento;
— docilità, scevra da qualsiasi forma di aggressività;
— ottima predazione;
— perseveranza nella ricerca;
- istinto al riporto.
Queste basilari attitudini erano legate a caratteristiche morfologiche, anche queste frutto di incroci più o meno spontanei, adatte al ruolo:
— caratteristiche fisiche;
- grande galleggiabilità;
- resistenza al freddo e al nuoto;
- ottimo fiuto legato a capacità di vista e udito;
- tessitura del pelo e struttura ossea e muscolare adatte a un lungo lavoro in acqua.

Il successivo insediamento a terra rese questi cani capaci di autonoma sopravvivenza in situazioni ambientali e climatiche avverse, con un sempre maggior legame con l'uomo e un grande sviluppo di capacità morfologico-attitudinali di sostegno a se stessi e alla comunità.

venerdì 21 agosto 2009

Alimentazioni dei cuccioli: due gesti da evitare



L'alimentazione non deve essere troppo abbondante. In effetti, le capacità digestive di un cucciolo sono limitate e, se vengono superate, il sovraccarico sarà all'origine di diarree. Attenzione, dunque, ai pasti troppo ricchi e alla golosità del vostro cucciolo. Inoltre, è da sconsigliarsi anche un cambiamento brusco nella dieta poiché anch'esso potrebbe essere all'origine di diarree nel cucciolo che, ancor più degli adulti, mal tollera le variazioni troppo rapide nell'alimentazione; in caso di necessità, tentate dunque una transizione progressiva in otto-dieci giorni, in modo che il sistema digestivo (pool-enzimatico, microflora intestinale) si adatti alla nuova nutrizione. L'allevatore che vi ha venduto il cucciolo vi esorterà a nutrirlo con lo stesso tipo di alimentazione che lui stesso ha utilizzato fin dallo svezzamento: infatti, allo stress della separazione dalla madre e al cambiamento d'ambiente, non bisogna aggiungere quello del cambio d'alimentazione.

Alimentare un cucciolo: attenzione agli eccessi di vitamine



I problemi si osservano più spesso nei casi di uso sconsiderato di vitamina D che, somministrata regolarmente 5 o 10 volte in più del fabbisogno necessario (stimato in 22 U.l. per kg di peso corporeo), causa problemi ossei, detti 'osteodistrofie'. La vitamina D, chiamata anche vitamina antirachitica, è tuttavia indispensabile. La vitamina A, detta della crescita, aiuta l'organismo a lottare contro alcune malattie infettive, garantendo l'integrità di certi strati cellulari (epitelio) e mantenendo protette le mucose. Le vitamine E, F e K costituiscono, con le vitamine A e D, il gruppo di vitamine liposolubili (solubili nei lipidi), che si trovano essenzialmente nelle materie grasse. Le altre vitamine (complesso vitaminico B, vitamine C e PP) dette idrosolubili (solubili nell'acqua) sono: la vitamina B1 (tiamina), la vitamina B2 (riboflavina), la B6 (pirodossina), la Bl 2 (cianocobalamina), la B5 (acido pantotenico), la B9 (acido foli-co), la vitamina H (biotina), la niacina (vitamina PP). Anche le vitamine idrosolubili sono elementi necessari ad alcune funzioni vitali dell'organismo: intervengono specialmente nel metabolismo dei glucidi (Bl, B6, PP, B5), dei lipidi (B2, B6, colina, B5), dei protidi (B6, colina, B5, B9), nella sintesi dell'emoglobina (Bl 2); assicurano il buon funzionamento del sistema nervoso (Bl) e prendono parte al metabolismo cutaneo (B2, H). Occorre ricordare che la vitamina C teoricamente non è necessaria al cane, che è in grado di produrla dalla flora batterica digestiva. Sono importanti anche gli oligoelementi che, generalmente associati alle vitamine, agiscono in numerose reazioni biochimiche durante la fase della crescita e anche nell'età adulta.

Come alimentare un cucciolo in crescita


Finché non ha raggiunto la taglia e il peso di un adulto, il cane ha necessita alimentari specifiche, che è doveroso rispettare per un giusto sviluppo della sua ossatura e della muscolatura e per le sue buone condizioni fìsiche.
Il cucciolo deve, come un adulto, ricevere quotidianamente proteine, calorie, vita-minerali, oligoelementi, ma in proporzioni sensibilmente diverse da quelle che convengono ai suoi simili adulti. La razione sarà generalmente 'concentrata', vale a dire che, a pari quantità, il suo potere nutritivo sarà maggiore nelle diverse componenti. Innanzitutto dovrete curare l'ingestione di liquidi del vostro cucciolo, che è più soggetto di un adulto alla disidratazione: la cosa migliore da fare è lasciare sempre alla sua portata una scodella di acqua fresca. Il cucciolo necessita di pasti frequenti: è preferir: e somministrargli A pasti giornalieri fino ai 3-4 mesi di età, 3 pasti fino ai 6 mesi; generalmente da questo momento in poi saranno sufficienti 2 pasti giornalieri.
Tipi di alimentazione

Alimentazione 'tradizionale' o alimentazione con cibi pronti?

L'alimentazione tradizionale si basa sui cibi freschi che vengono manipolati, cotti eventualmente, ed esattamente calibrati in base alle esigenze giornaliere che variano da soggetto a soggetto, a seconda della razza, dell'indole e della fase di crescita. In questo tipo di dieta l'apporto proteico è fornito dalla carne di manzo o pollo, dalle frattaglie (cuore fegato, milza), dal pesce cotto (senza lische), uova, latticini; tali cibi verranno somministrati in percentuale maggiore rispetto a quella prevista per un soggetto adulto II maggior apporto calorico (cioè l'energia) viene fornita dai carboidrati (glicidi) e dalle sostanze grasse (lipidi). I glucidi sono forniti essenzialmente dall'amido dei cereali, ben cotti. I cani, infatti, non tollerano l'amido crudo o cotto parzialmente; bisognerà dunque essere attenti e cuocere a lungo il riso o i fiocchi di avena che serviranno per preparare la zuppa. Inoltre le fonti di carboidrati generalmente apportano anche una quota di fibra grezza, importante per la regolazione della peristalsi intestinale. I lipidi sono molto più energetici dei glucidi: a pari quantità, forniscono il doppio di calorie; tale energia è indispensabile al cucciolo, perché il suo metabolismo è intenso. I grassi animali contenuti nella carne, per esemplo, saranno molto utili a questo scopo. Ma sarà necessario fornire anche materie grasse di origine vegetale, perché queste contengono gli acidi grassi essenziali (acido linoleico), che sono indispensabili ad alcune importanti funzioni dell'organismo (sintesi delle Prostaglandine, metabolismo cutaneo). In base alla taglia del cane, un cucchiaino al giorno di olio di mais, di arachidi o di girasole apporterà la quantità necessaria di acido linoleico. L'alimentazione basata sui cibi pronti confezionati, non richiede cottura e conservazioni particolari. Tutte le grandi marche di alimenti per cani propongono prodotti destinati al periodo di crescita sempre più aggiornati. Tali alimenti sono affidabili e molto più equilibrati rispetto alle preparazioni casalinghe, garantendo l'apporto di tutti gli elementi nutritivi necessari alla crescita e al corretto funzionamento metabolico.







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Addestramento: la Punizione e la Ricompensa



LA PUNIZIONE
La migliore punizione, soprattutto per i cani giovani o per i cani di piccola taglia, consiste nell'afferrarli per la pelle del collo, sollevarli leggermente da terra e scrollarli prima di rimetterli giù. Se il cane si abbandona e offre il ventre, facendo così atto di sottomissione, dovete interrompere immediatamente l'intervento corretti-.0; se, al contrario, si difende, occorre ricominciare e insistere. Al gesto punitivo dovete associare una parola semplice e breve che vi permetterà in seguito di punirlo senza toccarlo: la parola 'no' è generalmente adatta.
Ricordatevi tuttavia che l'apprendimento positivo è più solido di quello negativo. È quindi preferibile insegnare al vostro cane ciò che volete che esso faccia, piuttosto che attendere che commetta un errore per reprimerlo.

Due metodi
di addestramento
Esistono sostanzialmente due tipi di addestramento, la scelta dei quali deve essere fatta prima di impostare qualsiasi tipo di educazione, al fine di non disorientare il cane con dei cambiamenti di comportamento da parte del padrone stesso:
- l'addestramento positivo, basato sulla ricompensa, consiste nel mostrare al cane quello che bisogna fare;
- l'addestramento negativo è basato sulla punizione, e in questo caso il padrone interviene solo per far notare l'errore.
È doveroso precisare che questi due metodi non sono equivalenti né per velocità di apprendimento, né per durata nel tempo. Inoltre, possono essere impiegati entrambi a seconda delle situazioni.

RICOMPENSARE...
L'addestramento positivo, basato sulla ricompensa di qualunque natura sia, tende a modificare lentamente il comportamento del cane, ma la persistenza di quanto acquisito, cioè la recezione del cambiamento di comportamento, è nettamente migliore con questo tipo di apprendimento, rispetto a quanto non avvenga con un addestramento negativo. Quando il comportamento corretto è appreso, sono sufficienti alcune ricompense saltuarie per rafforzare, o ricordare, la motivazione.
Il metodo della ricompensa non è esente da difetti. Spesso nel comportamento del proprietario intervengono degli atteggiamenti più o meno coscienti, dettati dall'amore per il proprio cane, che rinforzano positivamente alcuni comportamenti poco desiderabili dell'animale stesso. È, per esempio, il caso del cane che abbaia e minaccia individui dall'aspetto particolare e diverso da quello delle persone appartenenti all'ambiente che conosce, e che viene accarezzato dal padrone che pensa in tal modo di tranquillizzarlo, ma che al contrario rinforza positivamente quindi premia, questo tipo di comportamento. Altrettanto frequente, e nocivo per la convivenza col cane, è il rinforzo positivo del comportamento da malattia: il proprietario, preoccupato dalla malattia del suo cane, cerca ovviamente di curarlo attivamente cercando di confortarlo accarezzandolo e parlandogli dolcemente o, se si tratta di problemi dermatologici, non appena l'animale si gratta, il padrone apprensivo si precipita ad accarezzarlo e ad applicargli creme che tolgono il prurito; questi atteggiamenti, inevitabili da parte del padrone che ama il proprio animale, inducono tuttavia il cane a imparare rapidamente questo meccanismo che innesca un atteggiamento di sottomissione da parte del padrone e del quale il cane potrà approfittare anche dopo la guarigione.

PUNIRE...
L'addestramento negativo dà rapidi risultati. La punizione deve essere sistematicamente inflitta tutte le volte che interviene un errore, ed entro breve tempo. A poco a poco, ovviamente, gli errori commessi dal vostro cane saranno sempre meno frequenti, ma non completamente assenti. Bisogna sempre avere l'occhio vigile perché se l'errore del cane avvenisse in un momento in cui il padrone è rilassato, e di conseguenza non venisse punito prontamente, il cane non capirebbe lo sbaglio e potrebbe commetterlo di nuovo. Ma il pericolo più grande di questo metodo risiede nel fatto che la punizione rischia di diventare patogena e negativa nel momento in cui viene inflitta al di là del buon senso: per esempio nel caso in cui il cane non viene colto in flagrante e viene corretto molto tempo dopo aver 'commesso' l'errore, quando magari non sta facendo niente di particolare, e non è così capace di associare a un evento precedente; si instaura in tal modo una reazione di ansietà, che gli darà un grave disorientamento nel comportamento futuro. Alcuni cani, poi, imparano velocemente a decodificare gli atteggiamenti ostili e l'intonazione della voce del padrone e ad adottare velocemente, in queste occasioni, lì atteggiamento dimesso, piangendo e cei cando di nascondersi, assumendo quel! posizioni che mirano a normalizzare la si tuazione, così come avevano appreso di rante l'infanzia; la punizione inflitta nono stante i tentativi di riappacificazione da parte del cane, diventa anche in questo pa togena, in quanto rimette in discussione ui rituale appreso che riteneva adatto a riso: vere un problema ma, d'altra parte, noi punirlo vorrebbe significare accettare ui comportamento decisamente scorretto. Questo metodo educativo risulta delete rio anche nei casi, oggi sempre più fre quenti, di 'sindrome da separazione' quando cioè il cane, lasciato solo, svilup pa una forma di ansietà per l'abbandono che lo porta a manifestazioni distruttive nei confronti dell'ambiente in cui vive, im brattandolo anche con feci e urina; una punizione, in questo caso, non farebbe che aumentare l'ansietà e il disorienta mento del cane.






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Addestramento: tempestività o riflessione



Il secondo parametro fondamentale per l'addestramento è di ordine temporale: intervengono, da una parte, il tempo trascorso tra il comportamento mirato nella manovra educativa e il rinforzo positivo o negativo; d'altra parte, la ripetitività. Si trova qui la regola più importante da conoscere perché ogni trasgressione annullerebbe l'effetto della punizione o della ricompensa. È essenziale sapere che una punizione deve essere applicata immediatamente dopo l'atto che si vuole vietare.interpretare e comprendere. Alcuni adde stratori sembrano tuttavia ottenere risulta ti con delle punizioni differite, ma questi tecnica è da sconsigliare perché non sempre è coronata dal medesimo successo.

QUANDO SI DECIDE DI ASPETTARE UN PO' AD INTERVENIRE
La ricompensa non necessariamente deve essere conseguente alla sequenza compor tamentale che si cerca di rinforzare. Certa mente deve esserle associata, ma l'esse ziale è che non sia ripetitiva, sia durar:; l'apprendimento sia dopo; se è importante nei primi momenti del rinforzo, che ciast na buona risposta dell'animale comport una ricompensa, occorrerà in seguito m dificare questa relazione. Si constata infatt che il rinforzo sistematico spegne progresivamente il comportamento appreso pi che si suppone che la banalizzazione de ricompensa diminuisca la motivazione. Non appena il nuovo comportamento sei i bra assimilato, è necessario distribuire le compense in maniera aleatoria, realizzar, do ciò che si definisce un 'rinforzo intermit tente'. Questa tecnica ha per effetto di ce solidare l'apprendimento.
In pratica......

LA RICOMPENSA

Conviene subito insistere sulla differenza tra ricompensa e allettamento. La ricoMpensa non è visibile o, in ogni caso, non direttamente accessibile all'animale fine non abbia avuto il comportamento desiDErato. L'allettamento è disponibile immediatamente e l'animale non può comprendere quale comportamento gli abbia permesse di ottenerlo. Numerose sono le persone che, non riuscendo a far giungere il cane alla chiamata, esibiscono del cibo per attira: lo. Non c'è dubbio che, in queste condizio ni, l'animale tornerà, purché comunque non sia presente qualche stimolo più forte (una cagna in calore, per esempio); ma in seguito non riprodurrà questo comportamento se non quando riceverà del cibo, che ha così un ruolo di allettamento ; questo caso, ricompensare consisterà nel dare una ghiottoneria qualunque quando il cane avrà risposto al richiamo. Ricompensare il vostro cane è quindi trovare una stimolazione che sia gratificante per lui. Una ghiottoneria e il contatto fisico con il padrone sono due esempi di ricompensa evidenti e semplici. Precisiamo che le carezze devono essere molto marcate, quasi caricaturali, all'inizio dell'apprendimento: il padrone deve formare il suo cane e manifestare assai visibilmente il suo piacere giocando sull'intonazione della voce perché il cane abbia reale soddisfazione.





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Validità di due diverse scelte di addestramento:Punizione o Ricompensa


Ancora una volta, l'addestramento o educazione(meglio...) del cane risulta efficace nel momento in cui l'Uomo smette di pensare che il cane sia un suo simile...
Il cane non vive secondo le nostre strutture o i nostri moralismi, il cane non fa i bisogni alla toilette, per il cane la minzione non ha solo la funzione di evacuazione, ma anche di segnale forte di marcatura del territorio; il cane si accoppia in determinati periodi, non si sposa : lo so che queste specifiche fanno sorridere, ma è solo per dire ... insomma: Il cane è un Cane.
j


"Gli studi condotti dagli psicologi hanno permesso di definire le caratteristiche delle punizioni e delle ricompense.
L'efficacia di una punizione o di una ricompensa sta nel fatto che esse siano recepite dall'animale in questione realmente come tali; in altre parole, la punizione deve avere un carattere negativo e la ricompensa deve avere un carattere positivo molto spiccato, per l'animale sul quale vengono esercitate. Il problema a questo punto è stimare la qualità punitiva o gratificante di una stimolazione. Quando il proprietario di un cane, che ha orinato nell'appartamento, decide di punire il suo animale facendogli mettere il naso nei suoi bisogni, è persuaso di infliggergli una sanzione umiliante e nauseante.
Ora, lo studio dei comportamenti della specie canina ha permesso di scoprire che certi cani sono attirati dalla propria urina e, quindi, mettergli dentro il naso non rappresenterebbe una punizione. Allo stesso modo ricompensare un animale implica che si conoscano gli elementi capaci di soddisfarlo, perché il desiderio di ottenere la ricompensa deve essere così forte da motivare la comparsa del comportamento che viene a essa associato."






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giovedì 20 agosto 2009

Cenni di Addestramento


Per la maggior parte delle persone che posseggono un cane, l'educazione da infondere a quest'ultimo consiste principalmente nel reprimere alcuni suoi comportamenti indesiderabili e nel ricompensare i suoi tentativi di avvicinarsi a ciò che il padrone desidera. Tuttavia la punizione e la ricompensa hanno delle caratteristiche psicofisiologiche precise e rispondono a definizioni chiare. Questo metodo educativo risulta fondamentale per risolvere i problemi coabitativi tra uomo e cane e, se vengono rispettate le regole, le reazioni del cane migliorano notevolmente.

Psicologia e apprendimento
Dopo aver definito le differenti strade per l'apprendimento, la psicologia sperimentale ha proposto la nozione di 'rinforzo'. Essa corrisponde all'apparizione di una stimolazione dopo che un animale ha avuto un nuovo comportamento, stimola zione che avrà un'influenza sulla probabilità di ricomparsa di quest'ultimo. Quando la stimolazione è piacevole per l'animale, il comportamento si trova 'rinforzato' e farà ormai parte del suo repertorio comportamentale. In altre parole è appreso. Questo 'rinforzo positivo' (stimolazione piacevole) è una ricompensa. Al contrario, se la stimolazione è spiacevole impedirà rapidamente la ricomparsa del nuovo comportamento; si parlerà allora di rinforzo negativo oppure di condizionamento avverso. Il 'rinforzo negativo' è una punizione.







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mercoledì 19 agosto 2009

Il cucciolo e il gioco


Nella prima infanzia (fino al periodo dello svezzamento) il cucciolo non chiede altro che di essere accudito dalla sua mammma, di vivere in un ambiente tranquillo e pacifico. È a partire dalla quinta settimana che cucciolo comincia ad apprendere, grazie agli insegnamenti della madre, la grammatica del comportamento sociale. È a quest'età che si può iniziare a mettere il cucciolo in contatto con quanti più stimoli possibili per permettergli di sviluppare e potenziare al massimo le sue abilità. Ad esempio: quando giocate con lui scegliete di preferenza oggetti di plastica, che resistono meglio di altri alle insidie dei suoi acuminati dentini da latte.
È anche importante fornire il cucciolo di giocattoli propri che potrete utilizzare. E, aseconda delle sue preferenze, per impartirgli i primi insegnamenti.
ad esempio un giocattolo sonoro risulta particolarmente gradito a vostro cane, approfittate dei piacere che prova nel trovarlo: per insegnargli a ritornare a cuccia al vostro fianco nascondendo il gioco vicino a voi.






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Il cucciolo: crescerlo in un ambiente pieno di solleciti



"L'ambiente migliore per lo sviluppo del cucciolo non deve essere ovattato e 'asettico'. È stato valutato, infatti, che condizioni moderatamente stressanti - variazioni di abitudini, di luoghi, manipolazioni da parte di esseri umani durante il periodo neonatale, separazione momentanea del cucciolo dalla madre - hanno un'influenza positiva sullo sviluppo delle competenze emozionali del cucciolo, il quale si adatterà in seguito ai cambiamenti in modo più veloce e con maggiore disponibilità Le tecniche di manipolazioni del cucciolo sono chiamate 'handling' e consistono in una serie di stimoli provocati 'artatamente' dall'uomo per modificare l'ambiente naturale in cui il cucciolo è abituato a vivere. Come tutte le tecniche, però, devono essere praticate in modo coerente e misurato. Offrire troppi stimoli a un animale giovane può provocare resistenze e paure e quindi sortire l'effetto opposto, cioè la chiusura all'esterno. Oltre ai documentati effetti positivi sullo sviluppo psicomotorio, l'handling aumenta la resistenza dell'organismo del cucciolo ad alcune affezioni. È oggi comunemente accettato che l'handling permette «lo sviluppo e il funzionamento dell'asse ipoadrenocorticale»."






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Un cucciolo in grado di socializzare e non essere aggressivo


Anche questo è un argomento molto interessante. Mi capita spesso, gironzolando per la rete, di incappare in padroni disperati, con cani già adulti, che lamentano una certa aggressività del loro esemplare nei riguardi dei suoi "compagni". Il cane va abituato da cucciolo ad essere sociale.Occorre impiegare del tempo per far stare il nostro cane insieme ai suoi simili, per evitare la disperazione dopo, quando , ormai grande, risulterà ingestibile anche durante in una semplice passeggiata....
j



"....Tutto si gioco prima dei sei mesi... o quasi', questo potrebbe essere il motto della pediatria canina per quanto riguarda l'educazione dei cuccioli. È anche vero, però, che in materia di pedagogia ogni regola ha le sue eccezioni.

Gli etologi hanno analizzato attentamente negli ultimi decenni l'importanza dell'ambiente nel quale si vive nel periodo della crescita e hanno valutato la sua influenza sul comportamento dei soggetti. Nel termine 'ambiente' gli etologi distinguono uno spazio 'interno' e uno 'esterno'. Il primo riguarda gli aspetti fisiologici dell'animale che possono avere
I periodi crìtici dello sviluppo
Scott e Fuller sono stati i primi ricercatori a descrivere l'esistenza di periodi critici nella vita del cucciolo. I loro studi si sono basati essenzialmente sull'analisi di giovani animali posti in situazioni di privazione o in situazioni sociali diverse da quelle naturali. La conclusione alla quale sono giunti questi studiosi è che la quinta settimana rappresenta un momento di grande importanza nella vita del cucciolo e che prima di questo periodo deve essergli presentato il complesso delle 'specie' con le quali si desidera che familiarizzi: gatti, uccelli e... bambini.
La capacità di socializzazione acquisita durante questo periodo non è tuttavia definitiva e inalterabile, i contatti vanno mantenuti nel tempo. Così, se un cane di età compresa tra i quattro e i sei mesi con un normale comportamento sociale viene messo in un canile, e quindi in un ambiente povero, diventerà in seguito estremamente timoroso, se non addirittura aggressivo, verso l'uomo e gli altri cani.
Questa constatazione non può che giustificare l'iniziativa di alcuni canili, che autorizzano dei volontari a portare a passeggio i loro cani, affinché questi ultimi non perdano del tutto i contatti con il mondo esterno.una relazione con il comportamento del cucciolo: alcune patologie infatti hanno conseguenze nella capacita di apprendimento del cucciolo e quindi anche nel suo ruolo nel gruppo. Per ambiente 'esterno' si intende invece l'insieme del mondo animato e inanimato che circonda il cucciolo e che permette lo sviluppo del comportamento esplorativo.


L'universo del cucciolo
La presenza, nell'universo del cucciolo di altri cani, di gatti, di esseri umani e di oggetti di vario tipo costituisce quello che viene definito un ambiente ricco. Al contrario, il cucciolo relegato con la madre in fondo a una rimessa, con i soli contatti limitati all'arrivo di una scodella di pastone, è allevato in un ambiente povero, ossia riceve pochi stimoli esterni e non ha occasione di dover risolvere situazioni complesse. La crescita in un ambiente povero viene definita anche 'privazione' poiché ha conseguenze negative sullo sviluppo comportamentale del soggetto. Gli effetti patologici della sindrome di privazione sono variabili e dipendono dal periodo di tempo, dall'età e dalla durata della privazione stessa. Ad esempio, un cane adulto posto in condizioni di privazione sociale. in caso di ospedalizzazione prolungata o di un soggiorno in un rifugio o in un canile, si rimetterà molto più in fretta di un cucciolo sottoposto alla stessa situazione. Allevato in un ambiente privo di stimoli, il cucciolo non solo non manifesterà alcun tipo di comportamento esplorativo ma si mostrerà timoroso nei confronti di tutto ciò che è nuovo. La sua rieducazione comportamentale richiederà un'infinita pazienza da parte del padrone e dovrà avvenire sotto il controllo di un veterinario. È stato anche dimostrato che l'allevamento di un cucciolo senza la presenza di altri cani avrà conseguenze nel suo comportamento sociale. In una situazione sperimentale, un Chihuahua era stato allevato con gattini di quattro settimane; all'età di dodici settimane non era in grado di riconoscersi in uno specchio ed era totalmente incapace di sviluppare relaziohi con altri cuccioli; aveva, invece, molta familiarità con i gatti.



Ricerca personalizzata

La bellezza del mantello: importanza degli oligominerali



Lo zinco ha due funzioni nell'organismo: alla sua attività enzimatica si aggiunge un compito nella sintesi delle proteine. La carenza di zinco può essere la conseguenza di una competizione con il calcio ostacolando il suo assorbimento intestinale. Si manifesta con un ispessimento della pelle (sulla quale appaiono, inoltre, delle croste e dei rossori) e con una caduta dei peli. Queste lesioni sono assai nette attorno agli occhi, alle labbra e alle orecchie, come pure sui cuscinetti plantari.
Il rame ha un ruolo in numerose reazioni enzimatiche. Interviene nella pigmentazione e, quando manca, i peli neri prendono un colore rossastro. D'altronde il rame è legato al ferro per la fabbricazione dell'emoglobina del sangue; al contrario, il consumo di pesce crudo può condurre a una carenza che si manifesta con segni di debolezza e con pelo cotonoso.
Lo iodio, infine, ha una funzione primordiale nella fabbricazione degli ormoni tiroidei, molto importanti per il funzionamento cutaneo. Una carenza di iodio è all'origine di una depilazione e di una pelle molle e spessa.

La cura del mantello:il ruolo delle vitamine



Le vitamine che contribuiscono al mantenimento di un bel pelo sono numerose; esse intervengono, spesso in associazione con altre sostanze, per permettere il funzionamento di quelle cellule che assicurano la produzione del pelo, dei pigmenti, del sebo, il rinnovamento dell'epidermide, il funzionamento del sistema di difesa contro i batteri, ecc. La biotina, o vitamina H (dal tedesco Haut, pelle) è particolarmente implicata. Questa vitamina può essere fabbricata nel tubo digerente del cane. Ma, ignorando l'importanza quantitativa di questa sintesi, non si conoscono i reali bisogni dell'organismo. Le materie grasse stantie, il calore, il bianco dell'uovo decompongono o neutralizzano la biotina. I sintomi dominanti della deficienza di vitamina H consistono nello scolorimento del pelo e in una disseccazione della pelle associati a un'anomala spossatezza. La piridossina, o vitamina B6 si trova nel latte, nel fegato, nei germi di grano, nel lievito. Con lo zinco e gli acidi grassi essenziali assicura la protezione della pelle e regola la produzione del sebo. I bisogni di questa vitamina sembrano nettamente più elevati nel cucciolo che nell'adulto. La vitamina A e la vitamina E proteggono le cellule della pelle e la loro mancanza e all'origine di problemi cutanei e generali La prima è presente nei grassi animali, la seconda nei semi oleosi, nei legumi verdi, nel burro, ecc.

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